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Tarquinia - La somma era nascosta sottovuoto - Indagato per spaccio un 56enne - La cassazione ha rinviato la questione al tribunale di Civitavecchia

Cocaina e 157mila euro in contanti in casa, annullato il maxisequestro di denaro

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Tarquinia – (sil.co.) – Blitz della finanza a Tarquinia, dove a fine gennaio sono stati sequestrati a un 56enne del posto cocaina e 157mila euro in contanti, scoperti nella sua abitazione dal cane antidroga Frida. Ebbene, lo scorso 14 luglio, la cassazione ha annullato con rinvio il maxisequestro di denaro al presunto pusher per carenza di motivazione. 


Tarquinia - Le banconote sottovuoto e il materiale sequestrato

Tarquinia – Le banconote sottovuoto e il materiale sequestrato


Il 56enne ha presentato ricorso contro l’ordinanza con cui, lo scorso primo aprile, il gip del tribunale di Civitavecchia ha confermato il sequestro probatorio della somma di 156.620 euro in contanti, rinviando gli atti al gip di Civitavecchia per un nuovo giudizio

Per i finanzieri del nucleo mobile della compagnia di Tarquinia le banconote, nascoste in casa sottovuoto, erano provento dello spaccio. Il 56enne – noto alle forze di polizia poiché gravato da numerosi precedenti in materia di sostanze stupefacenti- è stato fermato per un controllo mentre era a bordo di una vettura di grossa cilindrata. 

L’atteggiamento nervoso ha indotto i militari, con l’ausilio di una unità cinofila del gruppo di Civitavecchia, ad estendere le attività di perquisizione anche all’appartamento e ai locali a disposizione del soggetto. denunciato poi a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle operazioni, anche grazie al fiuto infallibile del cane pastore Frida, i finanzieri di Tarquinia hanno rinvenuto presso l’abitazione del l’indagato una dose di cocaina pari a 0,8 grammi, un bilancino elettronico di precisione, sacchetti di cellophane per il confezionamento delle dosi, una macchinetta elettrica conta banconote, uno smartphone utilizzato per le comunicazioni riservate, nonché una ingente somma di denaro conservata sottovuoto, in mazzette di piccolo taglio, presunto provento dell’attività illecita di spaccio.


Tarquinia - Le banconote sottovuoto sequestrate

Tarquinia – Le banconote sottovuoto sequestrate


A fronte del rigetto dell’istanza di dissequestro da parte del pubblico ministero, la difesa ha proposto opposizione al gip che, lo scorso primo aprile, ha confermato il vincolo reale, sostenendo che le contestazioni difensive riguardassero il merito della provenienza del denaro e necessitassero di ulteriori approfondimenti istruttori.

Nel ribaltare la decisione e disattendere la richiesta di inammissibilità avanzata dalla procura generale, la cassazione ha ricordato importanti principi in materia di misure cautelari reali e sequestri probatori, a partire dalla mancanza di giudicato cautelare. Non essendoci stato un precedente passaggio dal tribunale del riesame, il gip aveva la piena facoltà e il dovere di valutare la legittimità del sequestro anche sotto il profilo genetico e di pertinenza.
 
Quindi l’assenza del cosiddetto nesso di pertinenzialità. I giudici di legittimità hanno evidenziato che, a fronte di un’imputazione provvisoria di mera detenzione di stupefacenti (e non di spaccio accertato in itinere), non si può applicare indistintamente la confisca o il sequestro del denaro contante.

Infine, la “motivazione tautologica”, in quanto il provvedimento del gip si limitava a ipotizzare la provenienza illecita della somma legandola a una presunta e generica attività di spaccio, senza argomentare in modo concreto il nesso diretto tra i 156.620 euro sequestrati e la condotta contestata.

Il tribunale di Civitavecchia dovrà ora riesaminare la posizione dell’indagato e valutare l’eventuale restituzione della somma alla luce delle indicazioni fissate dalla suprema corte.


– 157mila euro sottovuoto nascosti in casa, per la guardia di finanza arrivano dallo spaccio di droga


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 agosto, 2026

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