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Viterbo - Il provveditore agli studi in occasione dell'avvio dell'anno scolastico

Oltre 35mila studenti tornano in classe, Peroni: “Siate protagonisti”

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Viterbo – Oltre 35mila studenti tornano in classe, Peroni: “Siate protagonisti”.

L’inizio delle scuole nel Lazio è fissato al 15 settembre, ma ogni istituto ha la possibilità di gestire autonomamente il proprio calendario. Nella Tuscia la scuola si prepara a riaprire le porte a oltre 35mila studenti. Un anno scolastico che, almeno sul fronte dell’organico, parte con una certezza: le cattedre sono state coperte e il personale è al completo. Un risultato arrivato al termine di un’estate di lavoro intenso per gli uffici scolastici, impegnati nelle nomine in ruolo e nelle supplenze.


Daniele Peroni

Daniele Peroni


Ma l’avvio dell’anno scolastico non è soltanto una questione di numeri. Sul tavolo, infatti, ci sono le trasformazioni profonde che stanno cambiando la scuola e non solo: la denatalità, il rapporto sempre più stretto tra ragazzi e social, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle aule e la necessità di trovare un equilibrio tra innovazione e strumenti tradizionali. Il provveditore agli studi di Viterbo, Daniele Peroni, guarda alla ripartenza con fiducia e indica agli studenti la direzione: curiosità, partecipazione e voglia di mettersi in gioco. Perché, dice, “senza istruzione non c’è futuro”.

Quanti studenti torneranno sui banchi nella Tuscia quest’anno?
“Sono circa 35mila 200 – dice Peroni – e li accogliamo con tutti i docenti in cattedra e con tutto il personale tecnico-amministrativo. Di questo voglio ringraziare gli uffici che, in questi mesi particolarmente ‘caldi’, hanno lavorato per consentire una partenza puntuale, procedendo prima con le nomine in ruolo e poi con quelle relative alle supplenze”.

Tutto a posto anche per quanto riguarda il sostegno?
“Anche sul sostegno si è proceduto innanzitutto con la conferma dei docenti che avevano diritto alla continuità didattica, quindi a lavorare con lo stesso alunno su richiesta della famiglia, e successivamente con la nomina dei supplenti. I docenti di sostegno confermati in continuità sono stati 538, mentre 755 sono quelli nominati attraverso il bollettino delle supplenze. Complessivamente, nel corso di questo mese, nella nostra provincia sono stati effettuati circa 1300 contratti. Non è un dato da poco e testimonia il grande lavoro svolto dagli uffici”.

Parlando di numeri e di denatalità: meno bambini significa meno classi. Quanto sta già incidendo questo fenomeno sulle scuole della provincia?
“Nella nostra provincia il fenomeno incide nella stessa misura in cui sta incidendo nel resto d’Italia. Va però detto che non abbiamo avuto una diminuzione del numero delle classi, ma si è ridotto il numero degli studenti al loro interno. Questo ha permesso di intervenire anche sulle cosiddette “classi pollaio”, passando da una media che poteva arrivare a 30 studenti per classe a 25, e anche a numeri inferiori nei piccoli centri. La situazione, quindi, si è sostanzialmente normalizzata”.

Dispersione scolastica, disagio giovanile, uso dei social e intelligenza artificiale: sono fenomeni che preoccupano sempre di più il mondo della scuola. Qual è la situazione nella Tuscia?
“Per quanto riguarda la dispersione scolastica e il disagio giovanile, sono due fenomeni che nella nostra provincia non rileviamo, o comunque non rileviamo in maniera significativa. L’uso dei social, invece, è un tema che riguarda tutti, anche noi adulti, che usiamo molto il telefono. Il ministero sta mettendo in campo iniziative per rendere tutti più consapevoli delle caratteristiche e delle conseguenze dell’utilizzo dei social, così come dei rischi che possono derivarne.

Credo però che sia fondamentale anche recuperare, all’interno dei programmi, l’uso di strumenti tradizionali: la carta, la penna, la scrittura in corsivo e anche l’abitudine a imparare a memoria le poesie. A noi, che siamo un po’ ‘vecchietti’, non ha fatto male e credo che possa rappresentare un modo per trovare un equilibrio.

Anche alcuni studi internazionali, inoltre, hanno evidenziato come la scrittura a mano attivi nella mente meccanismi che non vengono stimolati nello stesso modo dalla semplice digitazione sulla tastiera. Una cosa, comunque, è certa: con la tecnologia non si torna indietro. Proprio per questo è importante che tutti siano adeguatamente formati per utilizzarla in maniera consapevole”.

Lo stesso discorso vale per l’intelligenza artificiale, che ormai è entrata anche nelle aule?
“Certamente. Stiamo infatti organizzando corsi di formazione rivolti ai docenti, anche in questo caso con l’obiettivo di favorire un uso consapevole dell’intelligenza artificiale. È importante conoscere non soltanto le potenzialità di questi strumenti, ma anche gli errori che possono generare, i rischi e le conseguenze che un utilizzo eccessivo o non corretto può avere sull’intelligenza umana”.

Che messaggio vuole rivolgere agli studenti che iniziano il nuovo anno scolastico?
“Voglio augurare loro di entrare in classe con la voglia e la curiosità di scoprire cose nuove. Vorrei che non lo facessero in maniera passiva, ma da protagonisti, portando in classe i propri talenti e, allo stesso tempo, facendo tesoro delle dinamiche del gruppo e di tutto ciò che possono imparare dai propri professori.

L’istruzione è la leva più importante per costruire il futuro. Senza istruzione non c’è futuro. È proprio grazie alla conoscenza e alla formazione che si possono avere maggiori opportunità di successo, realizzare i propri desideri e costruire una vita che possa andare nella direzione delle proprie aspettative”.

E ai docenti, invece, cosa si sente di dire?
“Voglio innanzitutto ringraziarli per l’enorme lavoro che svolgono quotidianamente. Non è affatto semplice insegnare e, allo stesso tempo, personalizzare lo studio e rispondere alle esigenze dei singoli studenti: sono competenze che ogni docente, quotidianamente, – deve possedere e mettere in campo ogni giorno. Il mio augurio è che possano svolgere il loro lavoro con la massima passione e con altrettanta soddisfazione”.

Tra dodici mesi, quale risultato le piacerebbe poter commentare?
“Quest’anno partiamo con il piede giusto, perché dal primo settembre, con la nomina dei docenti, tutti hanno potuto iniziare a lavorare a pieno regime sulla programmazione. Mi augurerei che tutti i ragazzi, per i quali lavoriamo ogni giorno, dagli uffici alle aule, possano sviluppare pienamente i propri talenti e accrescere competenze e conoscenze da mettere a frutto in futuro. L’obiettivo è prepararli ad affrontare le sfide che incontreranno e a costruire un futuro di successi, fornendo loro gli strumenti necessari per poter affrontare ogni situazione”.


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9 settembre, 2026

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