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Tribunale - È stato al centro dell'udienza di ieri del processo - Ma non sono emersi rapporti sessuali o sentimentali con gli imputati

Paziente accusa due operatori socio-sanitari di abusi in clinica, tra le “prove” il messaggio della doccia

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Michele Adragna

Il pm Michele Adragna

Carlo Mezzetti

Il difensore Carlo Mezzetti

Viterbo – (sil.co.) – Operatori socio-sanitari accusati di abusi ai danni di una paziente di una clinica viterbese, tra le prove prodotte dalla presunta vittima un messaggio con cui uno dei due operatori sociosanitari le chiedeva “Ti è piaciuta la doccia?” oppure “È andata bene la doccia?”. Il messaggio è stato al centro dell’udienza di ieri del processo. 

La prima versione è quella fornita da una testimone cui la parte offesa ha chiesto di trasferire l’oss in in altro reparto, mentre la seconda è quella dell’avvocato Carlo Mezzetti, difensore con la collega Paola Mangano dei due imputati di violenza sessuale davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi. Il legale ha anche sottolineato come manchino le risposte della donna, una 45enne, al messaggio. 

Il delicato processo è ripreso ieri con l’ascolto di quattro testimoni della procura, tutti sanitari, dalle cui dichiarazioni non sono emerse vicende di sesso o sentimentali tra la donna e gli imputati. A parte quel messaggio della doccia. 

I testi sono stati sentiti dal pm Michele Adragna, dall’avvocato di parte civile Cipriana Contu e dalle difese. Nel corso dell’udienza è emerso come la vittima, una pazente con problemi fisici e psicologici – le cui dichiarazioni sono state cristallizzate nell’incidente probatorio – temesse dopo un lungo ricovero di essere dimessa dalla struttura, dove voleva restare nonostante problemi relazionali sia col personale che con gli altri ricoverati. 

Nessuno dei testi, tra cui una psichiatra, ha saputo riferire sui presunti abusi sessuali o relazioni sentimentali con gli imputati, a parte la sanitaria cui ha mostrato il messaggio della doccia chiedendole l’allontanamento dell’oss. Si è parlato della paura di abbandono della persona offesa, del suo umore altalenante, di lamentele relative al personale, del rifiuto di essere dimessa e tornare a vivere con la madre. Ma non di sesso. 

L’indagine, coordinata per la procura dalla pm Paola Conti, è stata svolta dai carabinieri nel 2020 quando la donna, dimessa il 28 giugno 2020, ha consegnato alla direzione della struttura una missiva di denuncia, chiedendo il licenziamento dei due oss per “comportamenti inappropriati”, lasciando due giorni dopo nella cassetta delle lettere uno scritto anonimo in stampatello, con alcune integrazioni, successivamente firmato davanti ai militari.

È toccato a un carabiniere, lo scorso mese di marzo, ricostruire in aula le fasi dell’inchiesta, corredata dagli stralci di alcune chat su Messenger con i due oss e dalle testimonianze, tra gli altri, della psichiatra e del medico del reparto che avevano in cura la paziente, una donna in carrozzina all’epoca 39enne, ricoverata presso la casa di cura per un anno, complice il Covid, da giugno 2019 al 28 giugno 2020.

Le chat con gli imputati, dai contenuti sessuali, vanno per uno di loro dal 16 settembre al 26 ottobre 2019, mentre per l’altro si riferiscono a pochissimi giorni, tra il 13 e il 15 maggio 202o, parlando di una doccia, se le sia piaciuta, e di rapporti che “d’ora in avanti saranno solo di lavoro”. Col primo dei due oss ci sarebbe stata una stata una buona amicizia, prima che i rapporti da parte di lui si raffreddassero e chiedesse il trasferimento in un altro reparto.

La prossima volta saranno ascoltati gli ultimi due testimoni dell’accusa, tra cui un altro paziente ricoverato nella clinica con cui la presunta vittima sarebbe stata in confidenza, nonché due testi di parte civile. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 settembre, 2026

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