Viterbo – Riceviamo e publichiamo – Sono una mamma di un’alunna che quest’anno frequenterà la classe seconda della scuola La Quercia (istituto Egidi) di Viterbo. Immagino abbiate già ricevuto notizie in merito alla grave problematica che il comune ha creato sia sul lato organizzativo che economico.
Noi genitori ci siamo ritrovati in 15 giorni con la vita scolastica stravolta!
A fine agosto iniziano ad arrivare svariate comunicazioni sui gruppi whatsapp da parte di genitori informati sui fatti e non tramite comunicati ufficiali.
Praticamente, nell’immediato, dovevamo trasferirci in un’altra scuola in quanto proprio in quei giorni erano arrivati magicamente dei fondi per rifare il tetto della struttura scolastica con la garanzia che il tutto terminerà entro dicembre.
Ma la garanzia “bluff” l’abbiamo trovata dentro la frase: “Non vi preoccupate cambieremo struttura ma tutto sarà esattamente identico… mensa, doposcuola e soprattutto la parte economica dei servizi extra scolastici”.
In un primo momento ci hanno detto che dovevamo trasferirci alla Tecchi, poi è arrivata la comunicazione con un semplice messaggino whatsapp (abbiamo un comune social, no?) che ci avevano dirottato all’istituto Cardinal Ragonesi.
Fino qua tutto bene. Giorni di silenzio e il tempo che avanza, finché non iniziano ad arrivare altri messaggi strampalati a 5 giorni dall’inizio della scuola, dove ci informavano che le maestre del nostro doposcuola erano state costrette a rinunciare all’incarico per motivi economici e di gestione (dettati dall’istituto Ragonesi).
È stato un colpo al cuore perché i nostri figli con le due maestre avevano ormai creato un rapporto di fiducia e di routine giornaliera, dove pranzavamo e poi iniziavano a fare i compiti. Per noi genitori lavoratori era una grande tranquillità e i bimbi erano felicissimi.
Per non parlare dello scuolabus, hanno fatto rifare una nuova domanda al comune apposita per il nostro istituto perché, a quanto pare, ci sarà un pulmino che partirà proprio dal parcheggio della vecchia scuola… e le fermate? A che pro mettere un servizio di trasporto se mi devo spostare io in primis? Ovviamente ancora non abbiamo avuto risposte.
Peccato che proprio sabato pomeriggio arrivano i file ufficiali sul registro elettronico della scuola… rullo di tamburi: sorpresa!
La mensa è passata da euro 3,70 a euro 7 a pasto, obbligatoria e senza possibilità di portare il pranzo da casa o meglio il pranzo da casa potrà essere anche portato ma solo dopo un attento controllo di norme haccp del pasto di ogni singolo alunno.
Quindi se il pasto che mando a mia figlia non è idoneo decideranno se farla mangiare o no? A 7 anni davvero dobbiamo fare vedere queste scene ai nostri figli? E per la merenda di metà mattina, si procederà allo stesso modo? Ma gli alunni del Ragonesi subiscono ogni giorno tutto questo? Oppure vale solo per noi statali “rompiscatole”?
Alla Quercia davano modo, a chi non voleva acquistare il pasto, euro 3,70, di portarlo da casa, in questo modo noi famiglie potevamo organizzarci liberamente con le spese mensili.
Il loro doposcuola non prevede l’aiuto compiti come in precedenza ma prevalgono attività ricreative. Quindi io mamma che stacco da lavoro, dovrei portarla a fare un ipotetico sport, per che ora inizierei a far fare i compiti a mia figlia?
Per non parlare degli spazi scolastici che verranno ben controllati tra gli alunni della Quercia e del Ragonesi. Il parcheggio interno di cui non possiamo usufruire, quindi tutto il disagio del parcheggio esterno, sarà anch’esso un grosso problema. Un’entrata apposita per i nostri figli… insomma non siamo appestati siamo umani esattamente come i privati, tutta questa discriminazione?
Non era il Ragonesi una scuola Montessorriana? Chi ha posto limiti? Chi ha deciso per me? Io genitore non sono stata interpellata per nessuna decisione.
Avevo scelto l’istituto della Quercia per tanti motivi, per le maestre, per il programma, per la comodità da casa, il parcheggio, per il servizio facoltativo mensa, per il servizio doposcuola con aiuto compiti ma anche soprattutto per il fattore economico!
Io sono una mamma sola che vive con 1.300 euro mensili, pago il mutuo, le utenze, la benzina, le spese giornaliere e tutto quello che serve ad una bambina di 7 anni… e in questo modo mi accollo un ulteriore mutuo?
Se prima spendevo più o meno 180 euro al mese tra mensa e doposcuola, ora dovrei spendere più di 250 euro al mese non calcolando il costo mensile del pulmino che ancora non sappiamo a quanto ammonterà! Quasi il doppio delle spese per una questione che non ho scelto e qualcuno ha scelto per me.
Quindi concludo: chi si prenderà la responsabilità del caso? Chi rimborserà la differenza di spese sostenute? Ma soprattutto i nostri figli, per noi che lavoriamo, come li gestiremo?
Questo è il sostegno che il comune dà alle famiglie? Perché parliamo di famiglie non di una notte rosa.
La sindaca Chiara Frontini forse non sa cosa vuol dire arrivare a fine mese e mantenere i figli? Lo sa che chi sceglie la scuola statale tale deve essere? Lo sa che illudere le persone con “Tutto rimarrà come era” ha il sapore del non rispetto e della presa in giro nei confronti del cittadino? Forse tutta la questione ha dietro interessi politici?
Nelle mille riunioni che sono state fatte è possibile che non siano emerse le discrepanze economiche e organizzative che i genitori si sarebbero ritrovati ad affrontare? Bastava fare un semplice confronto, nero su bianco e se il Ragonesi dettava legge si alzavano i tacchi, ci sono mille altre scuole a Viterbo e altre mille soluzioni o forse i lavori erano da rimandare all’estate prossima per non causare disagi gravi, o forse era interesse procedere in questo modo.
La prima cittadina deve difendere le famiglie, trovare soluzioni annesse e non metterle ko.
Sicuramente con questa mossa la sua campagna elettorale sarà inutile perché prendere per il collo le famiglie non è di certo una bella pubblicità.
Qualcuno deve pur prendersi la responsabilità, ad oggi stiamo praticamente in mezzo ad una strada e in balia delle onde.
Una mamma
Gloria Camponi
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