Roma – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028, vincono Civita di Bagnoregio e Bolsena.
A decretarlo, il ministro Alessandro Giuli, particolarmente soddisfatto nel leggere le motivazioni che hanno portato la giuria a scegliere la Tuscia all’unanimità sui quattro finalisti.
Roma – Giuli, Di Sorte e Profili
“Un programma artistico di alto profilo che dialoga coi luoghi – ha detto Giuli – senza sovrapporsi. Una rete vincolata negli anni successivi, con una continuità nella programmazione, pluriennale”.
Poi, visti i tempi, un passaggio che è piaciuto particolarmente a Giuli: “Un quadro economico dimensionato con prudenza, basato sulla qualità artistica e la durata, una scelta di lungo periodo”.
Civita di Bagnoregio e Bolsena Capitale 2028 Arte Contemporanea
Il titolo del progetto è Arte che viene, arte che va. Particolarmente emozionati i sindaci.
“Già essere arrivati qui – ha detto il primo cittadino di Bagnoregio Luca Profili – è importante. Abbiamo puntato sulla scuola ci siamo rivolti ai giovani. Per noi era un sogno, è diventato un dono bellissimo per la Tuscia”.
Con due territori poco distanti, ma che fanno parte della stessa anima, ha rimarcato il collega di Bolsena Andrea Di Sorte, ringraziando il gruppo di lavoro che ha messo in piedi la progettazione.
Alessandro Giuli apre la busta col nome dei vincitori
“Già da mesi – ha sottolineato Di Sorte allestimenti testimoniano il nostro impegno verso l’arte contemporanea. Adesso faremo meglio, col cuore. Dedico questo risultato a tutti gli abitanti della provincia di Viterbo. Teniamo tanto a vivere in questi luoghi e a dare opportunità ai giovani di rimanere
La cerimonia d’assegnazione nella Sala Spadolini del ministero della cultura, a Roma, in sala, in prima fila, i sindaci di Bagnoregio Luca Profili e di Bolsena, Andrea di Sorte.
Quattro i finalisti: Capri con Le sirene del nuovo, Civita di Bagnoregio, in aggregazione con Bolsena e Arte che viene, arte che va, quindi Padova con Ancora imparo. Esercizi di dissidenza.
“Molto interessante – ha spiegato il ministro Giuli parlando del progetto viterbese -il senso di transito, di frontiere, di passaggio. Un tentativo d’aprire lo spazio vitale, pensate alla Cassia. Dal centro stellare di Roma, fino a luoghi che non sono periferie, ma altri centri. Come il lago di Bolsena”.
Infine la quarta, che Pozzuoli con La città delle fragilità creative.
Alla città vincitrice, contributo di un milione di euro per realizzare il programma culturale proposto. L’iniziativa è promossa dal MiC attraverso il Dipartimento per le attività culturali, per valorizzare e rafforzare il sistema dell’arte contemporanea italiana.
Giuseppe Ferlicca
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