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Tribunale - Il primo procedimento è stato archiviato nel 2018 - Tre anni dopo è finito nuovamente nei guai

Patrigno denunciato due volte per maltrattamenti, chiesta nuova perizia psichiatrica sulla figliastra

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Domenico Gorziglia

Domenico Gorziglia

Viterbo – (sil.co.) – Patrigno denunciato due volte per maltrattamenti, chiesta nuova perizia psichiatrica sulla figliastra.

È ripreso lunedì davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi  il delicato processo a carico di un patrigno accusato di maltrattamenti nei confronti della figliastra minorenne.

A fine giugno 2025 la presunta vittima, oggi diciottenne, avrebbe dovuto essere ascoltata in tribunale come parte offesa, ma la difesa ha sollevato dubbi sulla sua capacità di testimoniare. Si è allora posto il problema se ascoltare la parte offesa alla presenza di uno psicologo oppure sottoporre la minore a perizia prima dell’eventuale testimonianza.

Al centro del processo fatti risalenti al 2021, quando la giovane aveva  13 anni. Tuttavia, il difensore Domenico Gorziglia ha ricordato al pm Flavio Serracchiani e al collegio giudicante che la ragazza aveva già sporto denuncia per analogo reato nel 2018, all’età di 10 anni, procedimento che venne poi archiviato a seguito dell’incidente probatorio.

“All’epoca furono sentiti la minore e anche due fratelli, ma la psicologa Marilena Mazzolini la giudicò incapace di testimoniare, e il procedimento fu archiviato. Per quanto ne so, soffre di sindrome istrionica e percepisce una pensione di invalidità. Credo che l’incidente probatorio di otto anni fa, che è agli atti di questo processo, sia datato e serva una nuova perizia sulla capacità a testimoniare”, ha ribadito l’avvocato Gorziglia, evidenziando come nel 2021 la presunta parte offesa sia stata ascoltata unicamente in modalità protetta. Il collegio ha rinviato a fine mese per sciogliere la riserva. 

Durante l’ultima udienza, sono state nel frattempo sentite, tra gli altri testimoni, una professoressa delle scuole medie e un’insegnante di sostegno, le quali hanno confermato le problematiche della presunta vittima. Anche se l’insegnante di sostegno, pur avendo ricevuto le sue confidenze sulla famiglia, riguardo alle quali si è detta stupita, ha aggiunto di avere seguito l’alunna soltanto per tre mesi e che ne dovrebbe sapere di più la collega che l’ha preceduta, la quale avrebbe provato il medesimo stupore. 


– Figliastra minorenne accusa patrigno di maltrattamenti, disposta perizia psichiatrica


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 ottobre, 2026

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