Monterosi – (sil.co.) – Dieci imputati e una sola condanna, quella a tre anni di carcere per reati tributari di Riccardo Radicchi. Era metà febbraio 2020 quando, alla vigilia del lockdown per l’epidemia di Covid, polizia di stato e guardia di finanza misero a segno un maxi blitz mettendo i sigilli alla lussuosa villa di Monterosi dell’imprenditore 46enne romano Riccardo Radicchi, cui furono sequestrati la casa, soldi, soldi, gioielli e auto per oltre tre milioni di euro.
“Siamo di fronte a una persona che ha diverse connivenze con noti clan mafiosi, il clan Vadalà, i Casamonica e altre famiglie malavitose della capitale”, spiegarono gli inquirenti in conferenza stampa, sottolineando lo stile di vita da nababbo condotta da Radicchi. Un sequestro patrimoniale preventivo, sfociato ieri nella confisca dell’imponente somma di 843mila euro, in seguito alla condanna da parte del collegio del tribunale di Viterbo a tre anni di reclusione per autoriciclaggio di Radicchi, da tempo agli arresti domiciliari per un’altra condanna e per il quale la pm Paola Conti aveva chiesto quattro anni di reclusione
Monterosi – L’operazione di polizia e guardia di finanza
Sono stati invece prosciolti la moglie e i suoceri, per cui la procura aveva chiesto tre anni di reclusione a testa. Mentre avevano già beneficiato della prescrizione altri sei presunti complici di una maxi truffa aggravata, legata a investimenti fantasma in gioielli preziosi e Rolex, per la quale si erano costituite parte civile dieci vittime che avrebbero perso decine di migliaia di euro senza avere nulla in cambio. Una ultranovantenne avrebbe smarrito 250mila euro.
Il decreto fu emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Roma in seguito a un’inchiesta per truffa e riciclaggio lunga un anno e partita dall’acume investigativo degli uomini dell’anticrimine della questura di Viterbo. In un secondo momento si sono aggiunti anche i finanzieri del comando provinciale di via Cardarelli.
Monterosi – L’operazione di polizia e guardia di finanza
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

