Marta – (sil.co.) – Padre, madre e figlio feriti in uno schianto sulla Verentana, a processo per lesioni stradali un ottantenne che non avrebbe rispettato il segnale di stop.
Il gravissimo incidente tra due auto risale all’8 dicembre 2022, giorno dell’Immacolata, ed è avvenuto all’altezza dell’incrocio con la strada secondaria delle Madonne. L’uomo alla guida di una Peugeot 3008 si sarebbe immesso sulla strada principale senza dare la precedenza alla Fiat Sedici con la famiglia a bordo, che in quel momento stava transitando, provocando il ferimento di tutti gli occupanti della vettura. Sul posto intervennero tempestivamente carabinieri e 118.
In ospedale finirono padre, madre e figlio minore. Marito e moglie, di 66 e 51 anni, hanno riportato lesioni personali giudicate guaribili, per entrambi, in complessivi 67 giorni. Il minorenne ha invece riportato lesioni personali giudicate guaribili in complessivi 38 giorni.
Al termine delle indagini, il pubblico ministero Massimiliano Siddi ha chiesto la citazione diretta a giudizio per lesioni stradali nei confronti dell’automobilista del posto – oggi ultraottantenne – così come le vittime del sinistro. Durante la fase predibattimentale davanti al giudice Giovanna Camillo, è stata accolta la richiesta delle parti offese di citare in giudizio l’assicurazione come responsabile civile. Ma per un problema legato proprio alla citazione dell’assicurazione, l’udienza in programma giovedì è stata rinviata a novembre.
Secondo l’accusa l’imputato, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, avrebbe agito con “negligenza, imprudenza ed imperizia”. La famiglia rimasta ferita, pronta a chiedere il risarcimento dei danni, si è costituita parte civile assistita dagli avvocati Paolo e Federica Patelmo.
– Intera famiglia ferita in schianto sulla Verentana, ottantenne a giudizio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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