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Tribunale - Avrebbe fatto ubriacare la vittima, per poi abusare di lei tutta la notte

Adescata con la scusa di un lavoro e violentata per una notte intera, ragazzo di 23 anni a processo

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L'avvocata Francesca Bufalini

L’avvocato di parte civile Francesca Bufalini

Vetralla – (sil.co.) – Adescata con la scusa di un lavoro, fatta ubriacare e violentata per una notte intera.

È la vicenda dai contorni drammatici, risalente al 15 dicembre 2023, per cui un giovane di 23 anni mercoledì è stato rinviato a giudizio dal gup. Il processo inizierà la prossima primavera davanti al collegio.

I fatti si sono consumati all’interno di un’abitazione di Vetralla.

Secondo l’impianto accusatorio, l’imputato avrebbe adescato la vittima, conducendola nell’appartamento con il pretesto di questioni lavorative.

Una volta all’interno, l’imputato le avrebbe offerto dell’alcol per abusare del suo stato e costringerla a subire atti sessuali contro la sua volontà, trattenendola in casa per l’intera notte.

Il 23enne dovrà rispondere dei gravi reati contestati ai sensi degli articoli 609-bis e 609-ter del codice penale. A rappresentare e tutelare le ragioni della vittima in qualità di legale di parte civile è l’avvocato Francesca Bufalini.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della Costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 novembre, 2026

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