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Civita Castellana - Al centro il fallimento di un'azienda attiva nel settore dell'edilizia, dell'impiantistica e dell'efficienza energetica

Bancarotta nel settore green, curatrice svela la mappa del dissesto

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale

Civita Castellana – (sil.co.) – È entrato nel vivo ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Savina Poli il processo per bancarotta concorsuale scaturito dalle vicende che hanno travolto una nota realtà imprenditoriale di Civita Castellana.

Al centro delle indagini della procura una nota azienda attiva nel settore dell’edilizia, dell’impiantistica e dell’efficienza energetica, finita in dissesto tra il 2017 e il 2019 e successivamente dichiarata fallita nel 2021, nell’ambito del gruppo nato nel frattempo con l’ingresso di altre società.

La società, operativa dal 2014, nel 2019 ha registrato un fatturato di circa 453mila euro, chiudendo però l’anno in perdita d’esercizio per oltre 100mila euro. Durante il 2020, in concomitanza con la complessa fase congiunturale che ha colpito l’intero settore edile, la posizione debitoria si è aggravata notevolmente fino al fallimento dichiarato nel 2021.

Testimone della procura, rappresentata dal pm Michele Adragna, la curatrice fallimentare, la cui ricostruzione contabile e patrimoniale rappresenta uno dei pilastri dell’impianto accusatorio.

Nel corso della deposizione, la curatrice ha ripercorso le tappe del tracollo finanziario, illustrando al collegio l’esito delle verifiche condotte sui bilanci, sulla documentazione contabile e sui flussi di cassa precedenti alla dichiarazione di fallimento.

La curatrice ha spiegato di aver redatto e depositato una prima relazione dettagliata, seguita successivamente da tre distinte integrazioni. Tali approfondimenti si sono resi necessari per ricostruire con precisione le complesse operazioni gestionali effettuate prima del dissesto, i crediti rivendicati e le anomalie riscontrate nella gestione dei beni e delle risorse economiche aziendali.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 novembre, 2026

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