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Lettere - Viterbo - Scrive Walter Farnetti

“Collaboratori scolastici sempre in malattia… Chiedono giorni in continuazione e non lavorano mai, com’è possibile? Nessuno controlla?”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Faccio da quattro anni il bidello in una scuola elementare della provincia di Viterbo. Ho assistito (e i colleghi più anziani identificano la questione già da anni) a un fenomeno inquietante.

Una classe

Una classe


Collaboratori scolastici che arrivano da altre regioni, firmano il contratto e poi cominciano immancabilmente a chiedere giorni di malattia. Così il loro punteggio in graduatoria aumenta e percepiscono regolare stipendio, senza lavorare mai.

Nel mio plesso, siamo già arrivati alla terza chiamata su un unico posto disponibile.

Mi domando:

– perché non vengano regolarmente accertate le loro malattie?
– perché i medici firmino certificati chiaramente dubbi, peraltro, perfettamente coincidenti con i giorni di durata del contratto? 
– perché non vengano costruiti strumenti per segnalare e denunciare questi individui?

Ma soprattutto: come possiamo tollerare che un diritto nobile come il permesso di malattia venga umiliato da truffatori spudorati? I sindacati devono difendere i lavoratori per bene o i “lavoratori” purchessia?

Concludo notando che, senza selezione, controllo, senza la più vaga formazione, noi bidelli veniamo messi a contatto per otto ore al giorno coi vostri figli. È sano esporli a tali modelli non etici, non affidabili e vergognosi?

Walter Farnetti


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13 gennaio, 2024

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