Scorie nucleari
Tarquinia – Anche Tarquinia dice “no” al deposito nazionale di scorie nucleari.
Il concetto è chiaro ormai da tempo e viene ribadito dall’amministrazione con un’importante novità.
Nella giornata di ieri, infatti, il comune ha comunicato di aver incaricato un legale per presentare un ricorso al Tar del Lazio. L’obiettivo è chiedere l’annullamento dell’elenco delle aree presenti nella proposta di Cnai (Carta nazionale delle aree idonee) pubblicato il 13 dicembre.
“I 21 siti potenzialmente idonei individuati nel Lazio – spiega il documento del comune – sono tutti nella provincia di Viterbo. Uno di questi si trova a Tarquinia ed è contrassegnato con l’identificativo VT-25. Tale area viene proposta come potenzialmente idonea anche per ‘immagazzinamento, a titolo provvisorio di lunga durata, dei rifiuti ad alta attività e del combustibile irraggiato provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari’. Sempre l’area VT-25, con superficie di 361 ettari, insiste per metà nel comune di Tuscania e per l’altra metà nel comune di Tarquinia, specifîcatamente in località Montebello”.
Tarquinia lido
Tante le motivazioni che hanno convinto il comune di Tarquinia a muovere un’azione legale: i rischi per il comparto alimentare, il danno d’immagine a livello turistico e la presenza delle due centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro.
“La relazione stessa – continua il documento –, facendo riferimento all’intero territorio tra Tuscania e Tarquinia, segnala come il comparto agroalimentare di qualità vede coinvolte aziende della filiera olivicola-olearia e di quella legata all’allevamento, soprattutto di ovini per la produzione casearia e delle carni fresche certificate. È poi significativa la presenza a superficie biologica che supera i 5.700 ettari destinati per lo più alla coltura di foraggere, cereali, olivo, legumi, ma anche in altre tipologie di coltivazioni. Il deposito nazionale arrecherebbe un forte danno d’immagine a Tarquinia e alla Tuscia, pregiudicando l’economia che si basa sulla qualità delle produzioni agroalimentari e impattando negativamente i ricavi nel settore turistico, agrituristico e balneare. Il comune di Tarquinia, inoltre, è già sottoposto alle servitù energetiche di Civitavecchia e Montalto si Castro, che hanno creato ingenti danni ai territori in termini di inquinamento, di danni alla salute e impatto negativo sull’economia“.
Un “no” fermo, dunque. Che nei prossimi giorni verrà portato avanti dall’avvocato Noemi Tsuno del Foro di Roma (dalla grande esperienza in materia ambientale) tramite un ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Lo stesso a cui farà appello, come annunciato nei giorni scorsi, anche la provincia di Viterbo.
Samuele Sansonetti
Articoli: Luisa Ciambella (Per il bene comune): “Deposito scorie, sempre stati contrari anche quando per qualcuno vigeva la regola del silenzio” – Alessandro Romoli: (presidente provincia): “Deposito nazionale rifiuti radioattivi, la prossima settimana parte il ricorso” di Giuseppe Ferlicca – Deposito di scorie nucleari, il sindaco di Trino: “Quando avremo la certezza di essere idonei faremo un referendum” – No al deposito di scorie nucleari, il primo febbraio assemblea pubblica a Montalto – Luca Romano (fisico): “Troppi pregiudizi sul deposito di scorie radioattive, la provincia di Viterbo ne avrebbe bisogno” di Alessandro Castellani – Deposito di rifiuti radioattivi, la giunta di Trino dà l’ok all’autocandidatura
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY