Viterbo – Studenti dell’Ellera “trasferiti”, nasce una delegazioni di genitori. La proposta, avanzata dalla consigliera del Pd Alessandra Troncarelli che ieri pomeriggio ha incontrato i papà e le mamme degli alunni della scuola primaria di piazza Gustavo Adolfo, non solo ha trovato il favore del folto gruppo presente, ma si è immediatamente trasformata in realtà.
Viterbo – Alessandra Troncarelli
“Il disappunto dei genitori – spiega Troncarelli -, deriva soprattutto dal fatto di non essere stati resi partecipi dell’iter decisione”. Quando cioè, in vista dei lavori all’interno dell’istituto comprensivo con i fondi del Pnrr, l’amministrazione ha deciso che il prossimo anno scolastico 14 classi debbano essere trasferite in alcuni locali in viale Trento, mentre le restanti (le classi primarie di neoiscrizione e quelle del tempio pieno) rimangano nella sede centrale. “La vera nota dolente – sottolinea la consigliera -, è proprio questa. Aver messo al corrente i genitori a decisione presa. Senza alcun tipo di confronto preventivo. Una decisione che impatterà in maniera importante sulle vite e sull’organizzazione delle famiglie, che molto spesso scelgono la scuola dei propri figli in base ad esigenze personali. Che siano la vicinanza al posto di lavoro o la possibilità di arrivare a piedi…. E che è stata presa senza alcun dialogo”.
La comunicazione da parte dell’amministrazione sul trasferimento degli studenti a viale Trento non sarebbe arrivata che una settimana fa. “Ci hanno comunicato appena una settimana fa, durante una riunione al PalaMalé – spiega una delle mamme -, che il prossimo anno scolastico, 14 delle classi dell’istituto verranno trasferite nei locali adiacenti alla biblioteca di viale Trento. Si tratta di decine e decine di bambini che dovranno frequentare la scuola in una delle zone meno sicure della città”. Da qui la protesta e la decisione di far sentire la propria voce. E ieri sera un incontro al parco della Solidarietà di Santa Barbara. Alla presenza della consigliera.
Viterbo – Scuola elementare Ellera
“Ho proposto l’idea di creare una delegazione affinché le tantissime famiglie possano muoversi in maniera coesa e ordinata – precisa Troncarelli -, e possa far valere le proprie istanze”. La neonata delegazione consentirà così – o almeno è ciò che si auspica -, di aprire un dialogo con l’amministrazione comunale in vista dell’avvio del cantiere. “Per capire, insieme, quali possano essere le soluzioni alternative che non vadano a incidere più del dovuto sulla vita quotidiana delle famiglie e che allo stesso tempo tutelino l’attività didattica”.
“Quello che i genitori vorrebbero – spiega ancora -, è che si trovi una soluzione alternativa allo stabile in viale Trento. Magari anche due diversi edifici in cui smembrare le classi”. E se proprio non fosse possibile mettere a disposizione dei servizi “a supporto di questa scelta. Che possono essere orari flessibili di entrata e uscita o navette per i trasferimenti”.
“Ma sono tutte decisioni che vanno prese attorno ad un tavolo – conclude Troncarelli -, dopo aver instaurato un dialogo e un confronto tra le parti. Questo chiediamo e questo chiederemo all’amministrazione”.
Barbara Bianchi
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