Viterbo – (sil.co.) – Allontanato quattro mesi fa dalla ex per averle rotto un dito, un 49enne viterbese è ora sottoposto anche alla misura del braccialetto elettronico.
Il dispositivo di controllo a distanza, a ulteriore garanzia che la misura cautelare venga rispettata, è operativo dallo scorso 31 luglio per un 49enne viterbese al quale, il 20 aprile, era stato notificato dalla polizia il provvedimento del divieto di avvicinamento per maltrattamenti ai danni della ex compagna.
Nello specifico al 49enne, nell’ambito di una attività investigativa coordinata dalla procura della repubblica di Viterbo, quattro mesi fa era stato contestato un episodio di aggressione nell’ambito del quale avrebbe provocato alla vittima la frattura di un dito della mano.
Non si sarebbe trattato di un episodio isolato. Le indagini della squadra mobile avrebbero appurato una serie di condotte che si sarebbero protratte negli ultimi tre anni, dal 2021 ad oggi, anche successivamente alla fine della relazione con la ex compagna. Motivo per cui il 49enne rischia di finire a processo col giudizio immediato per i reati di stalking e lesioni messi a punti dal pm titolare delle indagini.
La vittima, oltre alla violenta aggressione di aprile, sfociata nella frattura del dito di una mano, sarebbe stata sottoposta a una serie di ripetuti atti di violenza fisica e psicologica, accompagnati anche da minacce di morte.
Per questo al 49enne, a seguito dell’attività svolta dalla polizia di stato per contrastare il fenomeno della violenza di genere, è stato notificato il divieto di avvicinamento ora rafforzato dal braccialetto elettronico, come disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo che ha accolto la richiesta della procura della repubblica che ha coordinato le indagini.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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