Viterbo – (sil.co.) – Doppio processo per un 49enne viterbese denunciato sia dalla ex compagna che dalla ex convivente. Un soggetto pericoloso, secondo l’accusa, che nel giro di due anni, il 22 ottobre 2022 e il 30 marzo 2024, avrebbe rispettivamente sferrato un pugno sulla bocca alla prima e spezzato il dito di una mano alla seconda. Nessuna delle due lo ha perdonato ed entrambe si sono costituite parte civile nei rispettivi procedimenti, pronte a chiedere la condanna dell’ex e il risarcimento dei danni da parte dell’imputato.
La pm Paola Conti
È il 49enne del capoluogo sottoposto dal 30 luglio al braccialetto elettronico, per cui il gip Giacomo Autizi ha accolto a giugno la richiesta di giudizio immediato della pm Paola Conti in seguito alla denuncia della ex convivente, una 45enne anche lei di Viterbo, cui ha spezzato il dito di una mano lo scorso 30 marzo.
Episodio in seguito al quale il 20 aprile è stato disposto a suo carico il divieto di avvicinamento alla parte offesa, rafforzato due settimane fa dall’ulteriore misura cautelare del braccialetto elettronico, di cui la difesa aveva fatto istanza di revoca che però non è stata accolta.
La prossima primavera l’uomo dovrà comparire davanti al giudice monocratico Daniela Rispoli con l’accusa di lesioni personali, violenza privata sequestro di persona per avere chiuso a chiave in casa la ex convivente, averla picchiata e anche minacciata di morte se non gli avesse rivelato un nome.
A dicembre, nel frattempo, dopo vari rinvii, dovrebbe partire davanti al giudice di pace il processo per lesioni personali scaturito dalla querela della ex compagna, una 48enne anche lei di Viterbo, con cui ha avuto una relazione durata sette anni, fino a quando la donna, nell’estate 2022, alla vigilia delle ferie, non avrebbe scoperto che la tradiva con la futura convivente.
Il 49enne, che non si sarebbe arreso alla chiusura, avrebbe continuato a perseguitare la ex compagna, che lo ha denunciato per stalking e per lesioni personali dopo l’aggressione del 20 ottobre 2022, quando le avrebbe sferrato un pugno in piena faccia davanti a un supermercato presso un centro commerciale di Viterbo.
La donna, che in quel momento sembra stesse caricando in macchina la spesa dal carrello, costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, avrebbe ricevuto un colpo violentissimo sulla bocca, per cui ha riportato una prognosi di 18 giorni. La denuncia per atti persecutori è stata archiviata, mentre il 49enne è finito a giudizio davanti al giudice di pace per lesioni, con inizio del processo per l’appunto a dicembre.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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