Le immagini delle conseguenze dell’aggressione denunciata da Giulia
Castiglione in Teverina – (sil.co.) – Ragazze trans aggredite dal branco durante la festa del vino a Castiglione in Teverina, in televisione spunta una testimone che punta il dito contro le presunte vittime che hanno denunciato via social l’accaduto.
È successo martedì quando una delle due, Giulia, si è lasciata intervistare durante la trasmissione Pomeriggio Cinque condotta da Simona Branchetti, la cui redazione ha anche sentito due donne del posto, tra cui la sedicente testimone.
“Inveiva contro tutti e non era in sé – ha riferito la donna davanti alle telecamere – e non è vero che non c’era nessuno, anzi, erano presenti anche le forze dell’ordine”. Pronta la replica di tale Silvana, sulla pagina Facebook del programma: “Questo mondo che fa schifo già si vede da tanto, nessuno merita di essere pestato a farsi le leggi da solo, ma la signora intervistata che dice che non è vero che nessuno è intervenuto perché c’era la polizia poi che era una di loro che inveiva e non stava bene fa riflettere. Che voleva dire, che se la sono cercata?”.
Ragazze trans aggredite dal branco – Il caso a Pomeriggio Cinque
I fatti risalgono alla serata di sabato 10 agosto. “Noi siamo andate a questa festa in un paesino vicino a Viterbo, c’era la festa del vino, eravamo io e una mia amica, con il fidanzato della mia amica”, racconta Giulia, ricostruendo l’accaduto.
“Già da quando siamo scese, noi siamo ragazze transessuali, siamo alte, abbastanza visibili, ci hanno insultato anche persone adulte, e poi nella discesa si avvicina un ragazzo, facendo apprezzamenti su di me, quando l’amico da dietro gli urla e gli dice che ero una transessuale”, prosegue.
È il momento in cui sarebbe scattata la violenta aggressione. “Lui mi guarda, mi dà un pugno sul labbro ed esce sangue – racconta Giulia durante la puntata del 13 agosto -, la mia amica per difendermi è intervenuta e tutti gli amici, erano all’incirca una decina, si sono scagliati contro la mia amica, siamo state in ospedale tutto il giorno e domani dobbiamo andare in caserma che siamo state chiamate, io comunque sono dovuta tornare a Roma per lavoro e domani tornerò a Viterbo in caserma”.
“Non è la prima volta che mi capita purtroppo, sono proprio abbattuta, tristissima – dice ancora – poi ho letto commenti che mi fanno veramente rabbrividire, perché ci categorizzano come uomini, eccetera. A noi lo stato italiano ci ha riconosciute come donne perché comunque abbiamo entrambi i documenti identificativi, abbiamo fatto un percorso per diventare così, non è che ci siamo svegliate una mattina e abbiamo detto… e leggere quelle cose, essere trattate così è veramente triste”.
Ragazze trans aggredite dal branco – Il caso a Pomeriggio Cinque
Articoli: “Fa piacere la vicinanza della sindaca Frontini, la invitiamo a proseguire nel percorso appena iniziato per cancellare ogni forma di violenza dal territorio…” – “Atto di violenza che è un attacco a principi d’inclusione e uguaglianza che guidano la nostra società” – Luigi Telli: “Condanniamo l’aggressione, qualche silenzio fa riflettere” – Manuela Benedetti: “Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Giulia e Alessia, condanniamo con fermezza questa violenza” – La sindaca Chiara Frontini: “Atto di violenza che è un attacco a principi d’inclusione e uguaglianza che guidano la nostra società” – Mirko Giuggiolini: “Aggressione transfobica: basta con la violenza sui nostri corpi, non lo possiamo più tollerare” – “Siamo state aggredite da un branco di ragazzi, l’unica domanda che si facevano era se fossimo donne o trans” – Massimo Erbetti (M5S): “Aggressione transfobica in piazza: vogliamo una legge, in troppi pagano le mancanze di un governo che non difende tutti i cittadini…” – Enrico Mezzetti (Anpi): “Aggressione transfobica in piazza, sconfortante apprendere che la gente ha lasciato fare senza intervenire” – Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina: “Condanno fermamente l’atto di intolleranza e di violenza” – Forza Italia: “Solidarietà alla persona aggredita, ripudiamo ogni forma di violenza” – Arcigay: “Spirale di odio alimentata da narrazione politica che guarda alle diversità come un pericolo”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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