Civita Castellana – (sil.co.) – Di nuovo in azione il vivaista civitonico terrore dei commercianti di macchine agricole umbri. Dopo quella della motozappa avrebbe messo a segno anche la truffa del trattore. Vittime due esercenti, del Perugino nel 2019 e del Ternano nel 2021.
Carabinieri
Rischia una nuova condanna il vivaista di Civita Castellana al quale il 7 aprile 2022 il tribunale di Viterbo ha già inflitto un anno di reclusione per truffa, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, per avere pagato una fresa e una motozappa comprate da un espositore umbro di Montefalco alla fiera di Tarquinia con un assegno superfarlocco da 3.550 euro, intestato a un morto e su una banca nel frattempo chiusa.
Una fiera da dimenticare quella del primo maggio 2019 per uno degli espositori della popolare mostra-mercato delle macchine agricole di Tarquinia. Ebbene, due anni dopo, nel 2021, il solito vivaista avrebbe combinato uno scherzetto analogo, stavolta ai danni di un commerciante di macchine agricole cinquantenne di Avigliano Umbro, che si è costituito parte civile contro l’imputato, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini.
Al centro del processo un trattore Lamborghini venduto dalla parte offesa al vivaista per 7900 euro, mai riavuti indietro così come il mezzo che, nonostante la stazza, si era letteralmente volatilizzato quando i carabinieri di Civita Castellana, dopo la denuncia, sono andati a cercarlo.
Il vivaista avrebbe avuto “premura”. “Dopo avere cercato di ordinarlo e farselo consegnare subito per telefono, col dire che aveva conosciuto mio padre a una fiera, il 13 maggio 2021 è venuto in azienda concordando 7900 euro. Il giorno dopo ha fatto un bonifico di 500 euro, spingendo perché glielo consegnassimo subito. Così il 21 maggio glielo abbiamo portato e invece di pagarlo tutto in contanti come si era impegnato,ci ha dato mille euro più due assegni da 2200 euro, chiedendo di aspettare qualche giorno per bancarli”.
Per farla breve, entrambi gli assegni, messi all’incasso il 14 e il 24 giugno, sono stati respinti: “Mi hanno detto che il conto era chiuso e che non poteva emettere assegni. Gli ho chiesto indietro il trattore, lui mi ha risposto che lo aveva venduto a una terza persona, senza dire a chi, allora l’ho denunciato. È finita che ho perso i soldi e il trattore, neanche i caravinieri lo hanno trovato. E meno male che non avevo una trincia disponibile, altrimenti perdevo pure quella”.
Sentenza in primavera quando l’imputato potrà, se vorrà, fornire la sua versione al giudice Giovanna Camillo.
– Assegno “superfarlocco” per la motozappa della fiera, condannato vivaista
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY