Nepi – Colpo finito nel sangue in una macelleria di Nepi il 29 agosto 2023, condannato in primo grado dal collegio a 12 anni e 25mila euro di provvisionale alla vittima per tentata rapina e tentato omicidio aggravati il pluripregiucato trentenne Angelo Gentili di Civita Castellana.
Nepi – La macelleria tabaccheria di Giancarlo Pallotti (nel riquadro)
Resterà in carcere, dove si trova da oltre un anno. Come è noto tra l’imputato e la vittima finì a coltellate.Gentili è difeso dall’avvocato Walter Pella, secondo il quale si è difeso, pronto a ricorrere in appello quando, fra 90 giorni, usciranno le motivazioni della sentenza.
Il macellaio ha rischiato la vita. Per questo, in base alle conclusioni della dottoressa Rosati, medico legale della procura, il rapinatore è finito imputato anche di tentato omicidio oltre che di tentata rapina aggravata. Vittima il 61enne Giancarlo Pallotti, parte civile con l’avvocato Francesco Massatani.
In azione il trentenne, fresco di galera, con indosso una maglietta mimetica e il volto travisato da un “passamontagna” ricavato da una manica di tuta bordata di rosso-arancio, coi buchi per la bocca e gli occhi.
Erano circa le 19,45 del 29 agosto 2023. Pochi minuti prima il padre del rapinatore aveva chiamato i carabinieri: “Mio figlio appena uscito di prigione si è allontanato con la sua macchina e ho paura che faccia qualche cavolata”.
Alle 19,52 è scattato l’allarme rapina, lanciato da una testimone oculare, una 34enne che ha anche scattato una foto dell’auto del rapinatore, in fuga ancora con il “passamontagna” calato sulla faccia e il sangue che colava dappertutto. “Ha sporcato pure la mia auto che era parcheggiata dietro la sua”, ha sottolineato la donna al processo.
Silvana Cortignani
– Colpo finito nel sangue in macelleria, l’accusa chiede 12 anni per il rapinatore
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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