Vitorchiano – (sil.co.) – Traffico di droga, coppia di Vitorchiano agli arresti domiciliari da venerdì 15 novembre, in seguito alle condanne a un anno e sette mesi e a un anno e otto mesi di reclusione.
Sono due degli undici indagati nell’ambito dell’operazione Big Family del primo agosto 2023, Al centro dell’inchiesta coordinata dalla procura della repubblica di Viterbo, un traffico di cocaina che da Brescia giungeva a Soriano nel Cimino a bordo di auto appositamente attrezzate da abili artigiani che avevano creato all’interno dei vani-nascondiglio per evitare che la droga venisse intercettata durante il viaggio verso il centro Italia. Il traffico sarebbe stato gestito “stile narcos” da una “grande famiglia” di marocchini.
Undici finirono nei guai nell’ambito del blitz del primo agosto dell’anno scorso del nucleo investigativo dei carabinieri, sfociato in sei misure cautelari più cinque indagati a piede libero, consentendo di smantellare un’organizzazione su più livelli dedita allo spaccio di cocaina, tra un casolare nelle campagne di Soriano e l’abitazione della coppia di Vitorchiano, un 38enne d’origine marocchina e la compagna 29enne italiana.
Carabinieri – Operazione Big Family
Ebbene lo scorso 16 novembre, a carico della coppia, residente al Pallone, è stata data esecuzione a un provvedimento dell’ufficio di sorveglianza.
In seguito alla conclusione delle indagini e all’emissione dei provvedimenti, infatti, i due sono stati condannati a pene rispettivamente di un anno e sette mesi, e un anno e otto mesi di reclusione, che sconteranno in regime di detenzione domiciliare. Il 38enne fu l’unico a finire dietro le sbarre del carcere di Mammagialla, mentre la donna e un altro indagato finirono ai domiciliari e per altri tre fu disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Altri cinque furono indagati a piede libero, quasi tutti d’origine marocchina.
Le indagini, scattate nel 2022, hanno permesso di raccogliere prove in merito al ruolo centrale dei coniugi nell’acquisto e nella distribuzione di cocaina in provincia, con particolare focus sul capoluogo, Soriano nel Cimino e la stessa Vitorchiano. Nel periodo compreso tra ottobre 2022 e gennaio 2023, il trentottenne e la ventinovenne, insieme ad altri complici, sono stati accusati di aver acquistato ingenti quantità di cocaina, che successivamente rivendevano a spacciatori locali.
In aggiunta al traffico di stupefacenti, è emerso che la coppia era anche coinvolta nella gestione di riscossioni di crediti relativi alla droga e nell’applicazione di specifici prezzi per i consumatori finali.
Carabinieri – Operazione Big Family
A Vitorchiano delivery, spaccio al dettaglio e rete di pusher. La coppia sarebbe stata il primo livello di spaccio, garantendo sia la vendita al dettaglio che il rifornimento all’ingrosso per altri pusher della provincia. In particolare, avrebbero mantenuto attivo un fiorente mercato fatto di spaccio al dettaglio sia direttamente sotto casa che mediante consegne a domicilio, grazie ad un vero e proprio servizio di delivery per gli acquirenti sprovvisti di mezzi di trasporto.
Seconda base logistica in un casolare tra i Cimini. Sopra la coppia ci sarebbe stato un livello superiore, che a sua volta avrebbe garantito i rifornimenti dello stupefacente, tramite una seconda base logistica a Soriano nel Cimino, configurando una vera e propria capillare rete di spaccio e smistamento di droga.
A Soriano il “drive in” nel fortino sorvegliato dalle telecamere. A Soriano nel Cimino, in particolare, dove si trovava il “fortino”, nei giorni di maggiore affluenza, la via di accesso all’abitazione avrebbe addirittura assunto le sembianze di un vero e proprio “drive-in della droga”, in cui le auto degli acquirenti si incolonnavano lungo la via d’accesso in attesa del proprio turno. Un luogo sorvegliato da un articolato impianto di videosorveglianza grazie al quale, i presunti spacciatori di origine marocchina avevano il controllo totale del perimetro e dell’unica via d’accesso.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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