Fabrica di Roma – (sil.co.) – Trentenne pestato a sangue e rapinato dal branco il giorno di Pasquetta del 2021, chiesta la condanna di tutti e cinque gli imputati maggiorenni mentre un sesto è stato deferito alla procura minorile.
All’udienza di giovedì davanti al giudice Roberto Cappelli del tribunale di Viterbo, l’accusa ha chiesto una condanna a un anno di carcere e quattro condanne a un anno e mezzo di reclusione per gli imputati cui è stata contestata l’aggravante della recidiva. Il difensore Luigi Mancini ha chiesto l’assoluzione. Repliche, camera di consiglio e sentenza, salvo imprevisti, chiuderanno il processo entro Natale.
La vittima fu massacrata di botte in pieno giorno e in pieno centro, verso le 16 del 5 aprile 2021, lunedì di Pasquetta, quando tutta Italia era chiusa in casa per la zona rossa. Prognosi provvisoria, trenta giorni. Per due pacchetti di sigarette e dieci euro.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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