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Viterbo - Dubbi su autorizzazioni, criteri estetici e il coinvolgimento di chi deve tutelare i beni culturali

Chi ha dato il permesso di impiastrare il palazzo al colle del Duomo? La sindaca Frontini e la soprintendente Eichberg chiariscano quanto accaduto

di Carlo Galeotti
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Viterbo – Chi ha dato il permesso di impiastrare il palazzo al colle del Duomo? Qualche domanda a cui debbono rispondere la sindaca Frontini e la soprintendente EichbergDubbi su autorizzazioni, criteri estetici e il coinvolgimento della soprintendenza.

Viterbo - Il muro all'uscita dall'ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario

Viterbo – Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario


L’intervento sul palazzo accanto all’uscita degli ascensori del colle del Duomo, con la ritinteggiatura rosa e l’installazione di pannelli promozionali e pubblicitari, ha scatenato perplessità e critiche. L’area, uno dei principali accessi al centro storico di Viterbo, è stata trasformata in modo che molti giudicano discutibile, sia sul piano estetico sia per quanto riguarda la trasparenza delle decisioni.

A fronte delle modifiche e dei lavori, restano numerosi interrogativi che coinvolgono in primo luogo la sindaca Chiara Frontini e, per la tutela del patrimonio, la soprintendente Margherita Eichberg.

Mancanza di chiarezza sulle autorizzazioni

Alcune domande sorgono spontanee.
Chi ha commissionato i lavori e chi li ha eseguiti? Chi li ha materialmente fatti? Sono state seguite le procedure amministrative previste, con la pubblicazione delle determine o delle delibere necessarie? La ritinteggiatura rosa, così come i pannelli installati, sono stati approvati dal comune? Chi ha scelto i colori e il design dei pannelli? È stato rispettato il regolamento comunale sull’ornato?

Viterbo - Il muro all'uscita dall'ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario

Viterbo – Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario


Le domande non si fermano qui. L’edificio è di proprietà della regione Lazio: quest’ultima era a conoscenza degli interventi? Ha concesso l’autorizzazione? E la soprintendenza ai beni culturali è stata informata? Se sì, ha espresso un parere?

A rendere tutto più opaco è l’assenza di cartelli informativi, che nei cantieri pubblici dovrebbero indicare il responsabile dei lavori, l’importo e il progettista. Questa mancanza contribuisce a un senso di improvvisazione e scarsa trasparenza. 

Scelte estetiche e promozionali brutte e prive di senso

Particolarmente criticabile è la scelta di promuovere, attraverso i pannelli, località come Valentano, Civita di Bagnoregio, Caprarola, Tarquinia, Bomarzo, Bagnaia e Sant’Angelo di Roccalvecce, ignorando quasi completamente Viterbo città e le sue tradizioni, come la macchina di Santa Rosa. Perché si è deciso di escludere immagini della città, privilegiando invece altre località?

Viterbo - Il muro all'uscita dall'ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario

Viterbo – Il muro all’uscita dall’ascensore che porta al duomo pitturato in rosa con tanto di murali e un cartello pubblicitario


Inoltre, i pannelli sono pacchiani e di bassa qualità, poco adatti a un contesto che dovrebbe valorizzare il cuore storico della città. A peggiorare la situazione, uno dei cartelloni pubblicitari riporta i loghi di iniziative private come “Tuscia in fiore” e “Prima paint”. Chi ha autorizzato l’inserimento di questi loghi su uno spazio pubblico? 

Sicurezza e decoro in secondo piano?

Non meno importante è la questione della sicurezza. Le transenne che fino a poco tempo fa bloccavano l’accesso all’area sono state in gran parte rimosse. Non è chiaro se il pericolo sia stato effettivamente finito o se si sia intervenuti senza le dovute verifiche.

La ritinteggiatura del palazzo, con un rosa che appare fuori contesto rispetto al carattere storico della zona, è un’ulteriore bruttura. Questa scelta cromatica, lontana dalle tradizioni estetiche locali, sembra trasmettere un’immagine provinciale e poco qualificante di Viterbo. A poco serve dire che è stato ripristinato quello che c’era, trattandosi di interventi fatti in un periodo storico in cui poco si badava al centro monumentale della città. Il tutto appare come una vera pecionata che umilia la città. Che fa capire il basso gusto estetico della città. 

Risposte dovute

La sindaca Chiara Frontini e la soprintendente Margherita Eichberg devono chiarire chi ha deciso e autorizzato questi interventi, con quali criteri e se le regole sono state rispettate. Anche gli assessori Emanuele Aronne (qualità degli spazi urbani) e Giancarlo Martinengo (decoro cittadino) sono chiamati a rispondere.

Viterbo merita interventi che rispettino il suo valore storico e culturale, senza approssimazioni o scelte discutibili e ridicole. È necessario fare chiarezza, per garantire trasparenza amministrativa e tutelare il decoro della città. Le risposte, ormai, non possono più tardare.

Perché la sindaca Chiara Frontini, che ogni giorno declama al popolo, tace su questi fatti? Non crede che la città abbia diritto di sapere se le regole sono state rispettate e il perché della scelta di impiastrare un palazzo che si trova nel cuore del centro storico? E a nulla vale dire che il palazzo era nell’abbandono, gli interventi di restauro non debbono peggiorare la situazione con certe brutture e debbono essere fatti rispettando le regole.

Si spera che chi ha fatto il discutibile e non decente intervento abbia tutte le autorizzazioni, altrimenti vorrebbe dire che la città è completamente fuori controllo. Vorrebbe dire che il primo che si alza può dipingere di rosso o blu qualsiasi monumento della città. Senza che la sindaca se ne accorga o dica nulla. Una follia. E va detto che il grave intervento, fatto in un punto nevralgico della città dove passano migliaia di persone, è di una certa mole e quindi non è possibile che nessuno se ne sia accorto in corso d’opera. Se l’amministrazione della città ancora c’è, batta un colpo e spieghi tutto ai cittadini.

Carlo Galeotti


  – “Chi ha pitturato di rosa il palazzo accanto agli ascensori del colle del Duomo e con quali autorizzazioni?”


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30 dicembre, 2024

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