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Tribunale - Il padre della vittima: "Mia figlia si difesa perché fortunatamente le avevo insegnato le arti marziali"

Molestata dal miglior amico del padre, 14enne lo atterra e lo mette in fuga con la spada da samurai

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Viterbo – (sil.co.) – Molestata da quando aveva 9 anni dal miglior amico del padre, a 14 anni lo atterra con una mossa di karate e minacciandolo con una spada da samurai comprata su internet lo costringe a scappare a gambe levate. Lei aveva 14 anni, l’uomo ne aveva 56.


Viterbo - Polizia in centro

Viterbo – Polizia in centro


“Le avevo insegnato le arti marziali”. I fatti sono avvenuti nel capoluogo, a più riprese, tra il 2015 e il 2020. “Mia figlia è una tosta, per fortuna le avevo insegnato a difendersi con le arti marziali e dopo l’accaduto l’ho iscritta a un corso specifico che ha frequentato per due anni”, ha spiegato ieri il padre, un 48enne originario delle Filippine, testimoniando davanti al collegio sui fatti accaduti il 20 dicembre 2020 per cui ha denunciato alla polizia un connazionale che “per me era più di un fratello” dall’arrivo in Italia nel 2006. legale di parte civile della famiglia, l’avvocato Dominga Martines.

Entrato con la scusa di un regalo. Il presunto amico di famiglia “orco”, imputato di violenza sessuale aggravata e difeso dall’avvocato Remigio Sicilia, era perfino padrino del figlio più piccolo: “Era una domenica mattina e mia ia figlia era sola in casa col fratellino, quando lui mi ha telefonato che aveva un regalo per il bambino, allora gli ho detto si passare da casa e lasciarlo sul cancello. Invece ha suonato, si è fatto aprire ed è entrato”, 

L’amico “del corazon”. “Mia figlia quando sono tornato nemmeno mi ha salutato, poi si è confidata con la madre, che mi ha detto ‘senti il tuo amico del corazon’. Lui ha detto di averla solo abbracciata a baciata. Lei ci ha detto che l’aveva baciata sulla bocca davanti al fratellino piccolo e le aveva messo le mani addosso, palpeggiandola nelle parti intime, aggiungendo che l’aveva fatto tante altre volte da quando ci aveva raggiunto in Italia, nel 2015”, ha proseguito.


Dominga Martines

L’avvocato di parte civile Dominga Martines


Giù il pigiama. Secondo quanto emerso in sede di incidente probatorio, per cristallizzare i ricordi della minore,  quel giorno le avrebbe toccato il seno e anche il sedere, dopo di che avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni del pigiama, premendole i propri organi genitali sulle gambe e mettendole le mani tra le gambe. Quando aveva 9 anni, invece, avrebbe cominciato col toccarle il seno.

Cacciato con la spada da samurai. La ragazza, per l’appunto, si è difesa: “Dopo averlo atterrato, è corsa in camera e ha preso la spada da samurai per tenerlo lontano e cacciarlo di casa. Lui intanto aveva preso in braccio il fratellino e la minacciava ‘ti ammazzo, se lo dici a tuo padre’. Allora mia figlia ha preso in mano un budino, il fratellino si è lanciato verso di lei per prenderlo e lui è scappato, lo hanno visto fuggire in motorino”.

Nessun perdono. “Mio fratello e il mio datore di lavoro mi hanno convinto a sporgere denuncia, anche se tuttora ricevo pressioni dalla mia comunità di connazionali per perdonarlo. Mi dicono di pensarci, di non rovinarlo, ma lui non lo ha pensato quando voleva rovinare mia figlia. Per cui sono qui a chiedere giustizia”, ha sottolineato il genitore.

Scappato oltreoceano. Il 56enne, nel frattempo sessantenne, nel frattempo sarebbe scappato in patria: “Se ne è andato quattro anni fa. Quando ha saputo della denuncia ha preso il volo oltreoceano e non è più tornato in Italia”. Si torna in aula a ottobre, per sentire ulteriori sei testimoni. 


– Abusi sulla vittima da quando era bambina, amico di famiglia alla sbarra per violenza sessuale


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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22 gennaio, 2025

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