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Tribunale - Accusato di ciirconvenzione di incapace legale radiato da anni dall'aìbo

Risarcimento per la morte della madre, ex avvocato “circuisce” orfano disabile

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Il giudice Jacopo Rocchi

Il giudice Jacopo Rocchi

Il comandante Paolo Lonero

Il comandante Paolo Lonero

Viterbo – (sil.co.) – Si sarebbe appropriato del maxirisarcimento ottenuto da un orfano disabile per la morte della madre in una clinica del capoluogo.

Per questo è imputato di circonvenzione di incapace un anziano ex avvocato viterbese, radiato da anni dall’albo, il processo a carico del quale sarebbe dovuto entrare nel vivo mercoledì con la testimonianza della vittima.

Parte civile con l’avvocato Simone Bernini un sessantenne, talmente fragile, a causa dei suoi deficit fisici e cognitivi, da rendere impossibile l’esame, pertanto rinviato dal giudice Jacopo Rocchi che ha sollecitato le parti ad attivarsi anche tramite gli specialisti che lo hanno in cura per stabilire le modalità per procedere all’interrogatorio. 

Nel frattempo è stato ascoltato il luogotenente Paolo Lonero, comandante della stazione carabinieri di Viterbo, il quale ha spiegato cometa parte offesa sia stata in grado, seppure con qualche difficoltà, di sporgere querela, partita come tentata truffa, nei confronti dell’imputato. 

L’ex avvocato è stato rinviato a giudizio il 10 ottobre 2023 dal gup Rita Cialoni.

Sono passati nel frattempo quasi otto anni da quando, all’inizio di maggio del 2017, l’imputato, ormai ottantenne, avrebbe cercato di sottrarre alla vittima decine di migliaia di euro, pretesi per l’attività legale esercitata contro la casa di cura viterbese relativa alla denuncia penale di omicidio colposo in danno della madre.

L’imputato deve rispondere del reato di circonvenzione aggravata di incapace perché, “al fine di procurare a se stesso un ingiusto profitto, abusava dello stato di infermità-deficienza psichica della parte offesa e abusando della sua influenza riferendo falsamente di essere avvocato pur essendo stato già radiato dall’albo, lo induceva a compiere atti comportanti effetti giuridici dannosi per lui e per gli altri”.

La vittima, secondo l’accusa, avrebbe in pratica sottoscritto un atto privato “in cui cedeva il credito pro solvendo relativo al 50% di quanto liquidato in sentenza del 3.01.2012 pari ad euro 471.150 oltre gli interessi legali dal 1.01.2003 e l’intero importo delle spese legali liquidate pari ad euro 10.500 oltre il rimborso forfettario”, credito relativo a tutta l’attività esercitata dall’avvocato contro una casa di cura viterbese relativa alla denuncia penale di omicidio colposo in danno della madre della parte offesa.

Il tutto, come si legge nell’imputazione,”nonostante alla data della sentenza fosse già stato radiato dall’albo degli avvocati e nonostante la stessa parte offesa fosse stata riconosciuta a titolo di risarcimento dei danni solo l’importo di euro 190.918,16 in data 30.06.2017, con l’aggravante di aver provocato un danno di rilevante entità e aver commesso il fatto abusando delle relazioni personali intercorse con la parte offesa”. 

Silvana Cortignani


Articoli: Ex avvocato a processo per circonvenzione di incapace, vittima un disabile orfano di madre – Ex avvocato accusato di circonvenzione di incapace, ma da due anni è “irreperibile”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 marzo, 2025

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