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Tribunale - Imputato un 44enne - Parte civile al processo la moglie e madre dei suoi due figli

Nega ogni violenza e insinua che la ex avesse un amante, slitta la sentenza

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Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

L'avvocato Vincenzo Petroni

Il difensore Vincenzo Petroni


Viterbo – (sil.co.) – È slittata a dopo l’estate a causa dello sciopero dei penalisti contro il pacchetto sicurezza del governo la discussione del delicato processo in corso davanti al collegio del tribunale di Viterbo a un 44enne della provincia accusato dalla ex moglie di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia davanti ai due figlioletti in tenera età della coppia. 

Una cosa curiosa, l’imputato, assistito dall’avvocato Vincenzo Petroni, non ha presentato, come di solito accade, una lista di testimoni a suo favore. All’udienza dello scorso 14 aprile, fu sentita in aula la ex suocera, la quale dipinse il genero come uno che “si faceva gli affari suoi”. “Quando nel 2018 mia figlia ha partorito il secondogenito  col cesareo, lui la sera invece di stare con lei è andato a ballare in discoteca”, ha detto ai tre giudici del tribunale in composizione collegiale. “Mia figlia rimase scioccata e credo che per lei sia finita quel giorno. quando è stato chiaro che il marito faceva i suoi comodi”, ha proseguito la donna. Il che non ha impedito all’imputato di insinuare, rilasciando spontanee dichiarazioni, che la ex avesse un amante, pur senza riscontri.

Una brutta vicenda di maltrattamenti “parlati” davanti al pm Michele Adragna e al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, che ha sentito entrambi i genitori della presunta vittima, parte civile con l’avvocato Gaia Cossio di Codroipo. Tutti d’accordo nel riferire di come l’imputato non facesse altro che tormentare anche alla presenza dei figli piccoli la ex moglie, la quale si è decisa a chiedere la separazione nell’estate 2020, subito dopo la fine del lockdown e in piena pandemia.

Quando è stato il suo turno il 44enne ha negato tutto: mai una spinta, mai una parola fuori posto, mai spaccati mobili e rotto suppellettili, mai minacce di morte del tipo “ti ammazzo e ti faccio a pezzi”.  Dicendo perfino che la ex si era inviata da sola dal suo telefono, mentre lui dormiva al suo fianco nel letto, il messaggio “voi donne sempre a fare le zoccole, ti ammazzo”, alle 4 di mattina del 28 giugmo2020, “per farmi allontanare”. Va detto che a fine istruttoria non sarebbero emerse prive di un presunto rapporto sessuale estorto senza il suo consenso alla moglie a febbraio del 2020. 

Sono passati nel frattempo quattro anni e mezzo da quando il 44enne, nell’ottobre 2020, fu sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla persona offesa in seguito alla querela sporta dalla ex. 


– “Mia figlia sotto shock, la sera del parto il marito è andato a ballare in discoteca…”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 maggio, 2025

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