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Vetralla - Li hanno sequestrati a Daniele Moretti, in carcere anche per ricettazione

I misteri del caso Rapisarda: dal movente della “malattia” del mandante ai 126mila euro in contanti

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La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda

Agguato a Rapisarda - Sequestrati a Moretti decine di migliaia di euro

Agguato a Rapisarda – Sequestrati a Moretti decine di migliaia di euro

Vetralla – (sil.co.) – Dal movente della “malattia” ai 126mila euro in contanti, i misteri del mandante.

Sostituito da un altro sul lavoro in seguito a una prolungata assenza per malattia, che non gli avrebbe impedito di occultare un gruzzoletto di 126mila euro in contanti, 9mila dei quali falsi, sequestrati durante le indagini e al momento dell’arresto.

Sarebbe stato l’allontanamento di Daniele Moretti dallo staff ristretto della segreteria del provveditore interregionale Federico Vittorio Rapisarda a scatenare la vendetta, affidata dall’ex funzionario 63enne del ministero delle infrastrutture al vetrallese 55enne d’origine siciliana Giancarlo Santagati.

Era gennaio del 2024 quando Moretti sarebbe stato demansionato dopo una prolungata assenza per malattia, covando verso l’ex superiore il rancore sfociato nel feroce agguato nell’atrio del palazzo vicino a piazza di Spagna dove il 4 ottobre la vittima fu presa a bastonate da Santagati.

Una ventina di colpi sferrati con un bastone, quattro dei quali alla testa, che secondo la perizia del medico legale avrebbero potuto uccidere Rapisarda, ricoverato in ospedale per due mesi in seguito alle gravissime lesioni riportate, cui il provvidenziale intervento di due testimoni che hanno allertato i soccorsi, potrebbe avere salvato la vita.

Santagati e Moretti, esecutore e mandante del delitto, sono entrambi in carcere, dal 7 marzo e dal 16 luglio, quando si è chiuso il cerchio sull’agguato che la coppia avrebbe iniziato a mettere a punto esattamente un anno fa. Il primo sopralluogo del 55enne in via delle Carrozze risalirebbe al 14 luglio, seguito da altri cinque a distanza ravvicinata nei giorni precedenti.

Santagati sarebbe stato.il custode della villa di Vetralla di Moretti e avrebbe anche accudito i cani da caccia del 63enne.

Dietro le sbarre del Nicandro Izzo e di Regina Coeli sono finiti per concorso in tentato omicidio premeditato e rapina aggravata del borsone da palestra che Rapisarda aveva con sè quando Santagati gli si è scagliato contro, vestito da elettricista, dopo averlo bloccato nell’androne mentre stava uscendo, con la scusa di cambiare una lampadina.

Moretti è detenuto anche per ricettazione, in seguito al ritrovamento di 80mila euro in contanti durante le indagini, cui si sono aggiunti altri 46mila euro di cui 9mila falsi mercoledì, quando i carabinieri sono andati a prenderlo a casa per arrestarlo e portarlo in carcere.

Gli 80mila euro del primo sequestro, che gli sono valsi la contestazione della ricettazione nell’ordinanza di arresto, per gli inquirenti sono da considerarsi di provenienza illecita “in quanto suddivisi in banconote di piccolo taglio chiuse da elastici, custodite nel bagagliaio della sua auto sportiva e detenuti in assenza di una plausibile giustificazione, perché sproporzionati rispetto ai redditi percepiti”.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 luglio, 2025

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