Viterbo – La regione Lazio rilancia la partita sul dimensionamento scolastico e porta il caso davanti al consiglio di stato.
È stato formalizzato l’appello contro la sentenza del Tar che, poche settimane fa, aveva accolto il ricorso del comune di Viterbo contro l’accorpamento dell’istituto comprensivo “Carmine”. Nel ricorso, già depositato, la regione non solo contesta il verdetto di primo grado, ma ha anche chiesto la sospensiva dell’efficacia della sentenza. In caso di accoglimento, il piano di dimensionamento scolastico tornerebbe immediatamente in vigore, incidendo direttamente sull’organizzazione del prossimo anno scolastico.
Per la sindaca si tratta di un ulteriore schiaffo che arriva dal governo regionale. “Una decisione, l’ulteriore ricorso, che non è solo uno schiaffo ai cittadini viterbesi ma l’ennesimo colpo alla fiducia verso un’istituzione sempre più lontana e distante dai bisogni della gente – prosegue Frontini -. Avevamo fornito un grande assist: bloccare quel dimensionamento scellerato e lavorare, per bene, insieme, per il 2026. Invece no, si è preferito fare appello. La regione, e i suoi rappresentanti del territorio della maggioranza di governo, hanno perso la grande occasione di dimostrare che stanno dalla parte dei cittadini, che difendono il territorio e il mondo della scuola. Hanno perso l’occasione di fare la cosa giusta. E noi continuiamo a combattere”.
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