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Allarme attentato - Media - L'esperto di mafie in un nuovo video si scorda di aver affermato che Baris Boyun era in carcere a Viterbo, cosa del tutto falsa - Ora poi riprende una analisi dei media turchi secondo cui i due arrestati il 3 settembre erano in città per uccidere Ismail Atiz - Nuova ipotesi molto dubbia

Saviano bacchetta i giornalisti in prima linea ma dimentica i suoi errori…

di Carlo Galeotti
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Viterbo – Roberto Saviano è tornato a parlare dei due arresti del 3 settembre a Viterbo, pubblicando un secondo video sui social. E se la prende con i media italiani, accusati di superficialità e approssimazione, ma nel frattempo rilancia un’altra ipotesi avanzata da media turchi. Ma si dimentica, stranamente, dei suoi errori contenuti nel primo video pubblicato su Youtube.

Non c’è stato nessun attentato contro la festa di Santa Rosa, i due arrestati non sono terroristi, né islamisti – afferma Saviano –. Non c’è stato alcun intento di sequestrare Tajani, di colpire ambasciatori. Insomma questo è stato una sorta di traduzione falsa fatta dai media italiani per trascuratezza. La nuova lettura è che fossero a Viterbo per colpire un altro boss turco, Ismail Atiz, su ordine di Baris Boyun”. Secondo l’analisi riportata, l’obiettivo sarebbe stato un omicidio mafioso legato alle faide tra la Daltonlar Çetesi, guidata da Boyun, e i Casperlar, la banda dei fantasmi di Atiz, conosciuto con il nome di Hamus.

Il punto però è che lo stesso Saviano, nella sua prima “puntata” su Viterbo, aveva costruito due intere riflessioni su un presupposto del tutto falso. Saviano aveva sentenziato che Boyun fosse detenuto a Viterbo, ipotizzando addirittura un piano di evasione. Ma Boyun non è e non è mai stato a Mammagialla. E poi non è “venuto” a Viterbo, come affermato da Saviano, ma è stato trasferito in fretta e furia, dai domiciliari a Crotone ai domiciliari blindatissimi a Bagnaia, dopo un attentato con cinque colpi di pistola sparati contro la porta della sua abitazione. Dettagli? No: fatti essenziali che un’analisi rigorosa non può ignorare.

Un intellettuale può sbagliare. Ma quando si erge in cattedra e sottolinea l’approssimazione dei giornalisti che operano sul campo, che oltretutto, va detto, che sulle varie ipotesi sono stati i più prudenti, non può passare sotto silenzio i propri errori, le falsità affermate come assolute verità.

Qui non parliamo di un titolo frettoloso: parliamo di date, luoghi, nomi e dinamiche criminali. Se i media peccano di superficialità, Saviano inciampa in errori ben più gravi. E l’onestà intellettuale imporrebbe di ammetterli, non di farli scivolare via con furbizie retoriche, mentre si bacchetta la stampa. Un intellettuale non può permettersi di giocare con la verità. 

Sarebbe a questo punto interessante che Saviano venisse a Viterbo per spiegare le sue analisi, magari dicendo perché è partito da affermazioni false come quella della detenzione di Boyun a Viterbo. E spiegasse anche questa ultima analisi sull’omicidio su commissione che non appare per niente solida, tanto che lo stesso Saviano la attribuisce alla stampa turca. Sono convinto che Pier Paolo Pasolini avrebbe accettato il confronto…

Carlo Galeotti


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8 settembre, 2025

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