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Tribunale - È stato rinviato a giudizio per omicidio stradale, ma non per omissione di soccorso - A palazzo di giustizia, la protesta dei familiari della vittina

Schianto mortale sulla Cimina, investe un centauro e se ne va: “Pensavo fosse un cinghiale”

di Silvana Cortignani
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Civita Castellana – Investe un centauro ma pensa che sia un cinghiale e se ne va, lasciando sul posto la vittima e il suo fuoristrada con una gomma forata. Dopo tre anni l’automobilista è stato rinviato a giudizio per omicidio stradale, ma non per omissione di soccorso. La procura, disponendo uno stralcio, ha chiesto però un ulteriore processo a suo carico. Ma per il solo reato di fuga, in quanto, anche fosse stato un cinghiale, avrebbe dovuto comunque avvisare le autorità dell’incidente. In tribunale la protesta dei familiari. 


Mortale sulla Cimina - Nel riquadro: Federico Spettich

Mortale sulla Cimina – Nel riquadro: Federico Spettich


Ebbene, ieri in tribunale, in occasione dell’udienza predibattimentale per fuga, c’erano sei familiari di Federico Spettich, con addosso le magliette stampate con le foto del congiunto, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragica scomparsa del giovane medico 31enne di Civita Castellana, vittima tre anni fa di uno schianto mortale sulla Cimina mentre tornava da Viterbo a bordo della sua moto.

“Chiediamo giustizia”, hanno spiegato i genitori Luigina Taloni e Guido Spettich. Presente con una maglietta personalizzata su misura anche la più piccola della famiglia, una bimba ancora sul passeggino. 

Sono stati gli stessi genitori, Guido e Luigina, a raccontare a Tusciaweb il calvario giudiziario seguito all’incidente, chiuso solo quest’anno col rinvio a giudizio per omicidio stradale da parte del gup Giovanna Camillo del conducente del fuoristrada Nissan X-Trail che poco prima di mezzogiorni del 22 agosto 2022 ha investito Federico Spettich all’altezza del chilometro 6 della Cimina, per poi lasciare la macchina incidentata sul posto e andarsene.

“Il rinvio a giudizio per omicidio stradale è arrivato dopo tre richieste di archiviazione cui si è opposta la famiglia e dopo tre richieste di patteggiamento negate, due dal gip e una dal gup il giorno del rinvio a giudizio”, ha precisato l’avvocato di parte civile Paola Grimaldi”. 

“Il conducente si è allontanato tornando sul posto dopo un paio d’ore con la moglie, per recuperare la vettura ferma sul ciglio della strada, sostenendo di avere creduto si trattasse di un cinghiale”, hanno aggiunto i familiari, sottolineando come a dare l’allarme siano stati un automobilista e una donna che faceva jogging.

“Secondo il consulente tecnico del pm, Federico è stato scaraventato e sarebbe forse sopravvissuto per lucida agonia. ma non è stato riconosciuto il reato di omissione di soccorso”, hanno proseguito. “Federico a 31 anni aveva due lauree, lavorava e sosteneva anche la famiglia, aveva appena ottenuto un incarico prestigioso e a Viterbo era venuto in moto a vedere una macchina da comprare. Quando sono arrivati i soccorritori il cadavere era vicino al fuoristrada. L’imputato ha detto di essere sceso a piedi lungo la Cimina, ma le telecamere della caserma non lo hanno ripreso. Si sa solo che è stato via due ore prima di tornare”. 


Tribunale - I familiari di Federico Spettich

Tribunale – I familiari di Federico Spettich


“Ciononostante la procura non ha chiesto l’imputazione per omissione di soccorso, che secondo noi doveva invece essere un’aggravante”, dicono i familiari, parte civile al processo per omicidio stradale che si aprirà a ottobre.

Ieri sono venuti apposta per ricordare la tragica scomparsa di Federico all’udienza predibattimentale davanti al giudice Caterina Mastropasqua dopo la richiesta di giudizio per il reato di fuga dell’imputato, assistito dall’avvocato Corrado Cocchi.

I familiari si dicono basiti per lo stralcio: “C’è stata omissione di soccorso, nostro figlio è stato lasciato morente in mezzo alla strada, la ‘fuga’ doveva essere un’aggravante dell’omicidio stradale..

Silvana Cortignani


Tribunale - I familiari di Federico Spettich

Tribunale – I familiari di Federico Spettich


Video: Mortale sulla Cimina


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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9 settembre, 2025

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