Caprarola – Omicidio di Caprarola, Ian Patrick Sardo a processo davanti alla corte di assise il 25 settembre. Nessun rito alternativo per il 32enne che rischia l’ergastolo.
Omicidio di Caprarola – Nel riquadro a sinistra Ian Patrick Sardo – Nel riquadro a destra Renzo Cristofori
Si aprirà l’ultimo giovedì del mese nell’aula 7 del tribunale penale di Viterbo il processo per omicidio volontario a carico del 32enne che la sera del 27 novembre 2024 in pieno centro a Caprarola ha ucciso con cinque coltellate, una delle quali dritta al cuore, il vicino di casa 68enne Renzo Cristofori.
L’imputato, difeso dagli avvocati Paolo Casini e Vania Bracaletti, era in attesa di ricovero in una Rems. Sarebbe uscito di casa per andare a prendere le sigarette, nonostante le prescrizioni glielo vietassero, quando avrebbe incontrato la vittima, aggredendolo a morte per dei soldi negati, alla presenza di un testimone.
Poco dopo l’omicidio è stato rintracciato dai carabinieri nella sua abitazione e condotto in caserma, a Ronciglione, da dove è stato trasferito al carcere Nicandro Izzo di Viterbo dopo l’interrogatorio del pm Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta.
Ian Patrick Sardo, detenuto da dieci mesi, al momento del delitto era in libertà vigilata col divieto di uscire la notte e il divieto di frequentare pregiudicati.
Caprarola – I carabinieri di fronte la casa del presunto omicida
Un’aggressione feroce quella che ha scosso la tranquillità di Caprarola. Erano circa le 22 di mercoledì 27 novembre dell’anno scorso quando si sarebbe scagliato, coltello alla mano, contro Cristofori.
L’autopsia, eseguita il 3 dicembre dalla dottoressa Martina Padovano dell’università La Sapienza di Roma, ha confermato una dinamica spietata: quattro fendenti all’altezza del cuore e uno alla gamba, che non hanno lasciato scampo alla vittima, lasciata agonizzante su una panchina nei pressi della sua abitazione. Presente all’esame anche la consulente di parte della difesa, Antonella Pastorini.
Il giudice per le indagini preliminari Fiorella Scarpato, pur non convalidando l’arresto, mancando la flagranza, dispose la custodia cautelare in carcere per i gravissimi indizi di colpevolezza.
Il 32enne era stato giudicato seminfermo di mente da uno psichiatra nell’ambito di un procedimento giudiziario in cui era imputato di rapina aggravata, stalking, violazione di domicilio, violenza privata e furto in abitazione. La sera del 30 dicembre 2020 fece irruzione con un amico a casa di una 37enne che lo aveva sempre aiutati economicamente e invitato a pranzo il giorno stesso, sfondando la porta con un calcio, armati di due grossi cacciavite, terrorizzando con minacce di morte la donna e picchiando selvaggiamente l’uomo che si trovava con lei nell’abitazione.
Ian Patrick Sardo
A agosto, settembre e dicembre del 2020, Sardo, con problemi di tossicodipendenza, sarebbe stato ricoverato tre volte, per overdose e tentato suicidio a base di un mix di farmaci.
A gennaio 2021, il 32enne, ritenuto dagli psichiatri “socialmente pericoloso”, fu coinvolto in un violento episodio sfociato in un processo per rissa, danneggiamento e minaccia. Nel 2022 avrebbe nuovamente tentato il suicidio a Mammagialla.
Nel 2016 e nel 2019 era stato dichiarato parzialmente capace di intendere e di volere dal tribunale di Roma. Nel frattempo, fino alla primavera del 2023, non aveva mai intrapreso un percorso per disintossicarsi.
Il 22 settembre 2023 sarebbe finito per un periodo in carcere in seguito alle numerose denunce per atti persecutori presentate da alcuni compaesani e vicini di casa.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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