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Tribunale - È stato assolto, ma l'accusa aveva chiesto un anno di carcere - Tra entraîneuse e imputato una "relazione pericolosa" di otto mesi - Lui le avrebbe dato ingenti somme di denaro

Perde la testa per una ballerina di night club, lei lo denuncia: “Voleva tirarmi l’acido”

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Viterbo – (sil.co.) – È costata cara a un imprenditore agricolo della bassa Tuscia la “frequentazione” di otto mesi con una ballerina di un night club dei Cimini. L’entraîneuse, straordinariamente avvenente e fascinosa, ne avrebbe approfittato per farsi prestare ingenti somme di denaro, raccontandogli storie commoventi. Ma secondo la difesa  avrebbe avuto un fidanzato e dopo averlo spennato lo avrebbe denunciato. 


Viterbo - Giuliano Migliorati

Viterbo – Giuliano Migliorati


Chiesto un anno di carcere. Ieri ha rischiato una condanna a un anno di reclusione, la pena chiesta dall’accusa, convinta della colpevolezza dell’imprenditore, attivo nel settore delle nocciole. Ma il giudice Jacopo Rocchi, sentito il difensore Giuliano Migliorati, ha assolto con formula piena l’imputato, perché il fatto non sussiste, disponendo l’immediata revoca della misura cautelare ancora in atto. 

Entreneuse avvenentissima. Parte civile con l’avvocato Matteo Moriggi un’entreneuse 36enne d’origine romena, definita straordinariamente avvenente da tutti i testimoni che l’hanno conosciuta: “Bellissima, alta, coi capelli scuri e lunghi”. L’imputato si sarebbe invaghito e non avrebbe resistito alla tentazione di frequentare la fascinosa “dama di compagnia” anche al di fuori dell’orario di lavoro.

In giro col macchinone. Dalle consumazioni, la coppia sarebbe passata a un rapporto più o meno sentimentale, finito male a maggio 2022, con una denuncia per stalking, in quanto l’uomo, oltre a importunarla in continuazione e a seguirla con la macchina, secondo l’accusa sarebbe arrivato a insultarla e a minacciare di morte la vittima. Lui nel frattempo, a settembre 2021, l’aveva presentata sia agli amici che ai suoi dipendenti, i quali ieri hanno confermato: “Lei frequentava regolarmente casa sua, dove giungeva sulla sua Bmw”.

“Ti butto l’acido addosso”. “Troia, puttana, ti faccio vedere io cosa ti succede”, le avrebbe detto. “Ti butto l’acido addosso e poi ti passo sopra con il cingolato”, le avrebbe detto, spaventandola a morte. Il 28 maggio di tre anni fa, in particolare, l’imputato sarebbe piombato al nightclub, afferrando l’entraîneuse per un braccio e strattonandola per tenerla ferma.

Doppia vita. Una testimone ha parlato di una presunta “doppia vita” della 36enne, che avrebbe frequentato di nascosto l’imputato fuori dell’orario di lavoro e avrebbe avuto contemporaneamente un fidanzato. L’imputato, a detta della donna, le avrebbe anche prestato ingenti somme di denaro: quattro-cinquemila euro per i funerali di un nipotino morto appena nato e per una visita medica cui si era sottoposta.

“Basta che mi ridai i miei soldi”. Una collega della 36enne, presente quando l’imputato sarebbe piombato al night, ha ammesso a fatica (“si trattava di cose personali”) che lui le avrebbe chiesto la restituzione di una somma di tremila euro, dicendole “stai tranquilla, che non voglio più avere niente a che fare con te”.


– Cliente di night minaccia entraîneuse: “Ti butto l’acido addosso e poi ti passo sopra con il cingolato”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 settembre, 2025

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