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Tribunale - Imputato di spaccio, estorsione e lesioni aggravate un trentenne - I fatti in via Cardinal La Fontaine

Prende una persona a sprangate e invia il video a un altra per ricattarla, le vittime lo difendono

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Viterbo – (sil.co.) – Nel vivo il processo al trentenne romeno accusato di avere girato un video mentre picchiava con una mazza da baseball un egiziano e di averlo inviato a un connazionale per spaventarlo. Tutti con precedenti.


Viterbo - Una pattuglia della polizia presidia il centro - Foto d'archivio

Viterbo – Una pattuglia della polizia presidia il centro – Foto d’archivio


L’imputato è accusato davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi di spaccio e tentata estorsione ai danni di entrambe le parti offese e lesioni aggravate all’egiziano. Entrambe le vittime, ieri, rimessa la querela, hanno fatto di tutto per alleggerire la posizione dell’imputato, difeso di fiducia dall’avvocato Federica Ambrogi. I fatti avvenuti nel centro storico di Viterbo, risalgono al tardo pomeriggio del 27 novembre 2022 ed è intervenuta la polizia coi sanitari del 118.

I poliziotti, dal video del pestaggio, sono risaliti immediatamente all’imputato, nella cui abitazione è stata rinvenuta la mazza da baseball del filmato, oltre a 32 grammi di sospetta sostanza da taglio e 0.3 grammi di cocaina, trovata il giorno successivo nel controsoffitto a faretti dell’abitazione di via Cardinal La Fontaine dove sono avvenuti i fatti.

L’egiziano, sentito in collegamento video dal carcere di Velletri, dove è attualmente detenuto, ha  raccontato di una lite avvenuta a casa del romeno che, in stato di ubriachezza, pretendeva che lui gli desse i soldi per comprare il divano nuovo  “perché glielo avevo bruciato, facendoci un buco mentre fumavo uno spinello”, Nonostante sia finito in ospedale per le mazzate prese e gli sia saltato un dente con un destro, ha detto: “Mi ha menato, sono guarito in un paio di settimane ed è finita lì, siamo amici”,

Il romeno che ha chiamato il 113 dopo avere ricevuto il video, denunciando yun tentativo di intimidazione a fini estorsivi, l’ha buttata su un prestito di 150 euro che l’imputato rivoleva indietro: “Avevo lasciato il precedente lavoro perché non mi pagavano e lui me li ha prestati in modo che potessi arrivare al primo stipendio . Solo che dopo un mese gli servivano e li rivoleva indietro a tutti i costi quella sera”.  Anche lui ha parlato dell’imputato come di un amico.

Il pm Flavio Serracchiani ha fatto notare a entrambe le parti offese come, oltre al video del pestaggio, siano agli atti anche anche cinque messaggi di minacce in lingua romena, con frasi tipo “ci vediamo tra poco, mando i ragazzi a casa tua e non vi salvate nessuno” , “tu non mi pigli per il culo, sto video domani lo vedono tutti” e “non mi bastano più i tuoi soldi, manco mille euro”. “Voleva i soldi per il divano che gli avevo bruciato” e “mi aveva prestato 150 euro” la spiegazione fornita dalle parti offese.  

Discussione rinviata a dicembre, per fare tempo all’accusa di confrontarsi con le versioni delle due presunte vittime. 


– Si filma mentre prende uno a sprangate e gira il video come avvertimento


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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18 novembre, 2025

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