Viterbo – (sil.co.) – Nonostante le vittime abbiano minimizzato, è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione. L’accusa aveva chiesto due anni e otto mesi. Si è chiuso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi il processo al trentenne romeno accusato di avere girato un video mentre picchiava con una mazza da baseball un egiziano e di averlo inviato a un connazionale per convincerlo a restituirgli un prestito di 150 euro.
La polizia in piazza San Lorenzo
Era imputato di spaccio e tentata estorsione ai danni di entrambe le parti offese e lesioni aggravate all’egiziano. I fatti avvenuti nel centro storico di Viterbo, risalgono al tardo pomeriggio del 27 novembre 2022 ed è intervenuta la polizia coi sanitari del 118.
Il trentenne, difeso dall’avvocato Federica Ambrogi, è stato condannato per lesioni e per una delle due tentate estorsioni contestate, mentre è stato assolto dall’altra accusa di tentata estorsione e di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio.
I poliziotti, dal video del pestaggio, sono risaliti immediatamente all’imputato, nella cui abitazione è stata rinvenuta la mazza da baseball del filmato, oltre a 32 grammi di sospetta sostanza da taglio e 0.3 grammi di cocaina, trovata il giorno successivo nel controsoffitto a faretti dell’abitazione di via Cardinal La Fontaine dove sono avvenuti i fatti.
L’egiziano, sentito lo scorso 17 novembre in collegamento video dal carcere di Velletri, dove è attualmente detenuto, ha raccontato di una lite avvenuta a casa del romeno che, in stato di ubriachezza, pretendeva che lui gli desse i soldi per comprare il divano nuovo “perché glielo avevo bruciato, facendoci un buco mentre fumavo uno spinello”, Nonostante sia finito in ospedale per le mazzate prese e gli sia saltato un dente con un destro, ha detto: “Mi ha menato, sono guarito in un paio di settimane ed è finita lì, siamo amici”.
Il romeno che ha chiamato il 113 dopo avere ricevuto il video, denunciando yun tentativo di intimidazione a fini estorsivi, l’ha buttata su un prestito di 150 euro che l’imputato rivoleva indietro: “Avevo lasciato il precedente lavoro perché non mi pagavano e lui me li ha prestati in modo che potessi arrivare al primo stipendio. Solo che dopo un mese gli servivano e li rivoleva indietro a tutti i costi quella sera”. Anche lui ha parlato dell’imputato come di un amico.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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