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Viterbo - New Chicago - Il serpente era usato per giochi erotici - Per l'accusa, le ragazze si prostituivano nei privé

Prostituzione al night, un boa nelle alcove del sesso

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Il night club New Chicago

Il night club New Chicago

Il night club New Chicago

L'insegna del night club New Chicago

L’insegna del night club New Chicago

– C’era anche un boa nei privé del “New Chicago”, il night sulla Tuscanese a Viterbo.

A trovare il serpente, utilizzato per gli spettacoli erotici delle intrattenitrici, furono i carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo che, nel settembre 2012, misero i sigilli al locale nell’ambito dell’indagine sullo sfruttamento della prostituzione.

Cinque gli indagati, tre uomini e due donne, tra gestori, avventori e una collaboratrice, tutti finiti a giudizio davanti al tribunale di Viterbo. 

Sono stati i carabinieri, ieri mattina, a ripercorrere in aula i dettagli dell’indagine che portò all’arresto dei cinque e al sequestro del locale. “Il New Chicago – spiega il capitano del nucleo investigativo Giovanni Martufi – nasce dall’unione di due locali: il Chicago e l’Eros, frequentato soprattutto da scambisti. Nel 2011 si sono riuniti sotto il nome di New Chicago”. L’inchiesta parte dalla pioggia di segnalazioni alla caserma di via De Lellis: si parlava di ragazze quasi tutte straniere – anche minorenni – fatte prostituire nel night.

Gli uomini del nucleo investigativo, coordinati da Martufi, entrarono più volte nel locale sotto copertura. Fingendosi comuni avventori, hanno perlustrato il night e osservato i movimenti della clientela. Qualcuno si fermava al bancone a consumare; altri, sparivano dietro a una tenda per poi ritornare quaranta minuti dopo. 

Quindici euro il costo di qualche drink al bar con le ragazze. Centocinquanta se, allo spettacolo e alla consumazione, si aggiungevano le prestazioni sessuali nei privé.

Le difese incalzano: i militari non hanno assistito direttamente alla presunta attività di prostituzione. Ma, sbirciando in quelle stanze segrete, hanno trovato tutto l’occorrente: “C’erano letti, divani, puff a forma di cuore – raccontano i due marescialli presentatisi come finti clienti -. Abbiamo trovato anche un cane da guardia e il boa, per gli show delle ballerine. I privé erano separati dal locale centrale da una tenda”.

Alla prossima udienza parleranno altri tre testimoni del pm Stefano D’Arma. 


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9 ottobre, 2013

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