Viterbo – È stato condannato ieri a 7 anni e 4 mesi di carcere l’ex marito che ha violentato e maltrattato davanti ai figli minori la moglie malata di cancro, tirandole una pentola di acqua bollente e dicendole: “Non sei più buona neanche per fare la pasta”.
L’avvocatessa di parte civile Dominga Martines
Quando la vittima lo ha lasciato, voleva ucciderla. L’accusa, rappresentata dal pm Michele Adragna, aveva chiesto 6 anni, cui il collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi ha aggiunto un ulteriore anno e quattro mesi di reclusione.
In salvo la vittima, soccorsa e portata in un luogo sicuro dal centro antiviolenza Demetra di Vetralla, la cui legale, avvocatessa Dominga Martines, l’ha assistita come parte civile al processo, che si è chiuso ieri dopo la sua testimonianza.
Imputato un 33enne originario del centro America, difeso dall’avvocato Marco Marcucci, residente a Ronciglione con la moglie e due bambini di 11 e 3 anni.
Era il 2024 quando la scenata, davanti ai figlioletti, finì con lui che tirava la pentola e il suo contenuto addosso alla vittima. Sottoposto alla misura dell’allontanamento e dell’obbligo di firma, il 33enne ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
A maggio 2024, quando la vittima si è decisa a lasciarlo, l’avrebbe terrorizzata, dicendole, mostrandole i pugni e colpendo il muro: “Se mi lasci ti ammazzo, non farò il cornuto se mi lasci vuol dire che scopi con un altro, ti troverò perché non ho niente da perdere, ti darò tante botte che morirai, tu sei piccola e io sono più forte di te, non avrò bisogno altro che delle mie mani”.
“Il centro antiviolenza attraverso l’operato delle operatrici e della responsabile ha operato tempestivamente sulla signora collaborando in stretta sinergia con servizi sociali e squadra mobile mettendo la signora in protezione congiuntamente ai bambini”, spiega l’avvocato Martines, sottolineando il rischio concreto di morte corso dalla persona offesa.
“Un caso difficile viste le condizione di salute della signora – ci tiene a ricordare – nel distretto sociosanitario vt4 sono ormai tre che il centro antiviolenza ha avviato delle procedure con tutti gli attori della rete antiviolenza per dare risposte efficaci e tempestive alle donne che subiscono violenza. Anche dal punto di vista legale ci si avvale solo di personale formato e qualificato”.
Silvana Cortignani
– Tira una pentola piena alla ex davanti ai figlioletti: “Non servi neanche per la pasta”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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