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Corte di appello - In primo grado erano stai disposti anche la confisca della vettura e la revoca della patente

Guida in stato di ebbrezza, farmacista assolta in appello

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Viterbo – (sil.co.) – È stata assolta in secondo grado la farmacista condannata per guida in stato di ebbrezza il 13 marzo dell’anno scorso. I fatti risalgono al 6 novembre 2020. 


Viterbo - L’avvocato Roberto Massatani

L’avvocato Roberto Massatani


La donna, una 76enne difesa dall’avvocato Roberto Massatani, è comparsa nei giorni scorsi davanti alla corte d’appello di Roma che, sentite le ragioni della difesa, ha ribaltato la sentenza con cui il giudice Jacopo Rocchi aveva inflitto in primo grado all’imputata sei mesi di arresto, 1500 euro di ammenda, confisca della vettura e revoca della patente. 

Era imputata di guida in stato di ebbrezza aggravata dall’avere fatto tutto da sola un incidente, a causa del quale la macchina si è ribaltata, mentre era sola in macchina su una strada nell’immediata periferia del capoluogo. La conducente non è rimasta ferita, ma sul posto è intervenuta la polizia locale. Le fu contestato un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l.

“Se così fosse stato non le avrebbero riaffidato l’auto per tornare a casa”, ha sottolineato il difensore Roberto Massatani, mettendo in dubbio la funzionalità dell’apparecchiatura. La bottiglia vuota di Campari, invece, sarebbe stata ”una bottiglietta, che stava in macchina perché dovevo buttarla nella differenziata del vetro”. L’odore di alcol: “Soffrivo di gengivite e avevo fatto gli sciacqui con un collutorio alcolico per bloccare il sangue e attutire il dolore”. Il barcollamento: “Avevo pranzato da poco e soffro di digestione lenta, inoltre assumo dei farmaci che danno sonnolenza”. 

A tal proposito la difesa ha prodotto due perizie mediche di parte, affidate al dottor Giovanni Battista Laurenti e Antonio Maria Lanzetti.


Articoli: Alla guida ubriaca, farmacista condannata dovrà dire addio a macchina e patente – Farmacista accusata di guida in stato di ebbrezza: “Avevo fatto gli sciacqui col collutorio”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 febbraio, 2026

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