Viterbo -“Quando ho presentato il mio progetto per il centro storico, all’unanimità mi hanno detto: ‘È geniale, procedi’”. Parola di Martina Campanella, manager ingaggiato dal comune per il rilancio del centro storico e ideatrice dell’evento ’Un bacio a Viterbo’.
Campanella è stata scelta dall’amministrazione Frontini per la gestione dell’hub dedicato alle botteghe storiche e per il rilancio del centro storico. L’incarico durerà dal 17 novembre 2025 al 16 novembre 2026, per un importo di 29.500 euro, con possibilità di proroga per un ulteriore anno. Originaria di Genova, Campanella vive da anni a Viterbo, dove ha sposato il veterinario Paolo Costantini. L’amministrazione ha scelto Campanella tramite procedura diretta dopo l’esame di curricula e proposte presenti sul mercato.
Come le è venuto in mente il cuore di Viterbo, l’idea del cioccolatino?
“Io non lo so. Mi è venuto in mente perché tutti i marchi di moda stanno iniziando a investire sul food, fondamentalmente. Quando ho visto che Louis Vuitton ha aperto la prima gelateria a Forte dei Marmi ho pensato ‘ qui siamo arrivati proprio alla frutta del mondo clothing’”.
Un Bacio a Viterbo – Martina Campanella
Perché i negozi non performano, quindi si trovano altre strategie. L’idea di fare un progetto a partire dal food è partita da lì, da un’esigenza commerciale.
“Poi ho pensato ‘in tanti posti dove vado, quando vado a Torino ci sono i baci di dama, i baci Perugina a Perugia, e poi ho pensato, ‘ma a Viterbo se io chiudo gli occhi e penso a un cioccolatino non c’è’. E allora mi sono detta ‘fammi andare a vedere la storia di tutti gli ingredienti’. Ad esempio io sono un amante della pizza di Pasqua, dove c’è la cannella, poi ho pensato ai lamponi, alle nocciole dei Monti Cimini”.
Un Bacio a Viterbo – Il cioccolatino “Cuore di Viterbo” – Katia Casantini e Angela Cannucciari
Quanti pasticceri saranno coinvolti?
“Sono coinvolti la pasticceria Casantini, la pasticceria Polozzi e L’Antica Latteria.
L’Antica Latteria farà un cioccolatino con dentro il gelato”.
Quali altre esperienze per il rilancio di un centro storico ha avuto?
“È la prima volta che ho esperienza in un centro storico. O meglio, con la moda si organizzano eventi nei centri storici, nei palazzi, e quindi ho detto: vediamo se con l’aiuto di tutto il team, col visual, si può creare qualcosa che può diventare virale a livello di comunicazione. Proprio rispetto a qualcosa di comunicazione col pubblico.
Una cosa che mi lascia senza parole, spesso quando viaggio, è che la parola “Viterbo” proprio non si conosce. Ad esempio, io vado a Bologna e gli dico che vengo da Viterbo. E a Bologna un collega mio mi dice: “Viterbo? che cos’è Viterbo?”. Oppure mi dice: “Ah sì ci ho fatto il militare”. Oppure mi dicono: “ah sì, Civita Bagnoregio”. E io gli dico: “Ma non è Viterbo”. Oppure mi dicono: “Ah sì, le terme”, però non calpestano il centro.
Non c’è un tipo di richiamo abbastanza efficace. Quindi vuol dire che il tipo di comunicazione che è stato fatto finora, io credo che sia stato fatto in canali che non sono quelli contemporanei. O comunque su quelli che dai trent’anni ai cinquant’anni utilizzano, vivono e vedono”.
Un Bacio a Viterbo – Martina Campanella
Lei sa che quando è stata ingaggiata dal comune come manager, c’è stata un po’ di polemica. Non tanto per lei in quanto Martina Campanella. Ma perché un’amministrazione, eletta anche perché aveva fatto del centro storico il suo punto principale in campagna elettorale, poi ha dovuto rivolgersi a un personaggio esterno all’amministrazione.
Che cosa ne pensa di questa cosa?
“In realtà, io non c’ho pensato. Nel senso che io ho creato questo format per il rilancio di un centro urbano, e l’ho applicato sul centro di Viterbo, dove vivo. Potrebbe essere replicato su x centri. È proprio un format innovativo e quindi quando l’ho presentato, e all’unanimità mi hanno detto ‘è geniale procedi’, io l’ho fatto”.
Un Bacio a Viterbo
Lei come è stata scelta?
“Loro stavano comunque valutando di avere una sorta di figura di city manager, un’idea che io trovo anche in linea con i tempi. Nel senso che chi non fa politica ha un rapporto col pubblico diverso. Nel senso che l’imprenditore, l’amico che vuole aprire il negozio, difficilmente prende un appuntamento con il comune. Quindi, io non ho visto sinceramente tutta questa stranezza. Anche perché so che in tante altre città, questa cosa si fa”.
Maria Rita De Alexandris e Martina Campanella
Quindi lei si è proposta?
“Loro stavano cercando questa figura e tramite la mia amica Maria Rita di Alexandris sono stata proposta”.
Quindi il suo gancio è stato Maria Rita de Alexandris?
“Sì, esatto”.
Lei è contenta del risultato ottenuto?
“Sì, in quattro settimane di lavoro, abbiamo fatto tantissimo. Ho scritto sette progetti di eventi con tutta la progettualità, i render, in 3d. Poi ho creato un sito che sarà online a breve con la mappatura del centro, diviso in 10 aree targhettizzato con tutti i franchising che potrebbero aprire per area, individuando per blocchi di 5/10 qual è l’imprenditoria che potrebbe investire perché non tutto funziona ovunque. Abbiamo creato un piano editoriale che sta performando, perché abbiamo tra le 65.000 e le 80.000 visualizzazioni al giorno su Instagram. Stiamo facendo delle sponsorizzate e stiamo facendo anche dei lavori in back per simulare dei franchising a venire ad investire. Abbiamo fatto i primi due eventi e li abbiamo realizzati”.
Un Bacio a Viterbo
Quale sarà il prossimo evento?
“Questo non lo so sinceramente, perché marzo lo vorrei dedicare al progetto delle botteghe storiche finanziato dalla regione Lazio. Stiamo realizzando 34 timbri bellissimi che diventeranno proprio iconici del progetto botteghe storiche. Abbiamo fatto di ogni bottega storica delle foto, che costituiranno un book virtuale, ma anche reale. E, sperando che a livello amministrativo sia possibile, vorremmo lavorare con una casa editrice locale per creare una pubblicazione a livello nazionale”.
Quindi lei non sa quale sarà il prossimo evento?
“No, dobbiamo vedere con il comune. Voglio conoscere tutti gli eventi che il comune ha programmato prima della mia presenza, e andare a inserirmi in periodi in cui non c’è niente. Perché non voglio sovrappormi”.
Cosa direbbe ai viterbesi e ai non viterbesi per venire a vedere questo evento in centro storico?
“Gli direi che vedere delle istallazioni a cielo aperto nel cuore urbano è emozionante, così come lo è trovare il tempo di fare una passeggiata con le persone care, con i propri amici, il proprio cane, il proprio figlio, mamma e papà. Insomma, gli direi di venire a Viterbo”.
Irene Temperini
– “Cuore di Viterbo”, svelati tutti i segreti del primo cioccolatino della città
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