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Corte d'appello - Nelle motivazioni viene riportata l'ammissione: "Me sarebbe piaciuto che il denaro me l'avrebbe consegnato lui, senza che succedeva qualcosa"

Colpo finito nel sangue in macelleria, 12 anni al rapinatore: “Ha confessato”

di Silvana Cortignani
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Nepi – “Me sarebbe piaciuto che il denaro me l’avrebbe consegnato lui, senza che succedeva qualcosa”. La confessione in aula da parte dell’imputato della tentata rapina finita nel sangue in una macelleria-tabaccheria di Nepi. Si legge nelle motivazioni della sentenza con cui la corte d’appello lo scorso ottobre ha confermato la condanna a 12 anni di carcere di Angelo Gentili, il pluripregiudicato 32enne di Civita Castellana autore del colpo messo a segno la sera del 29 agosto 2023.


Nepi - La macelleria tabaccheria di Giancarlo Pallotti (nel riquadro)

Nepi – La macelleria tabaccheria di Giancarlo Pallotti (nel riquadro)


A presentare ricorso contro la condanna per tentata rapina e tentato omicidio aggravati il difensore Walter Pella, mentre la vittima, il macellaio 63enne Giancarlo Pallotti, che quella sera ha rischiato la vita, si è costituito parte civile con l’avvocato Francesco Massatani.

“Lo stesso imputato – sottolineano gli ermellini – ha rivelato chiaramente la propria intenzione delittuosa nel raccontare in dibattimento che si era addentrato nel negozio, travisato dal passamontagna e pur essendosi reso conto, a quel punto certamente, che nel locale vi era un banco di macelleria con coltelli, proprio per incontrare qualcuno da cui pretendere la consegna dei soldi”.

Il 32enne durante il processo di primo grado ha detto: “Me sarebbe piaciuto che il denaro me l’avrebbe consegnato lui, senza che succedeva qualcosa”. Al riguardo, secondo gli ermellini, “nessuno spazio trova dunque la prospettazione difensiva di una legittima difesa,

La corte d’appello, al riguardo, ribadisce come l’imputato abbia mentito, con certezza “nel raccontare che, nello scontro con il Pallotti, sarebbe stato quest’ultimo ad utilizzare il coltello con maggiore potenzialità lesiva”.

Si legge nelle motivazioni: “L’indicazione -mossa da evidente interesse difensivo- è opposta rispetto a quella credibilmente data, anche nell’immediatezza dalla persona offesa – ben a conoscenza, perché di uso quotidiano, della tipologia e delle relative caratteristiche dì ogni coltello presente sul bancone della sua macelleria”.

E ancora: “Rimane privo di fondatezza anche l’assunto dell’appellante relativo all’assenza di dolo omicidiario”. Viene ricordato come il consulente tecnico del pubblico ministero, esaminata la documentazione sanitaria e sottoposto a visita Pallotti, abbia concluso che “le lesioni dallo stesso riportate, in ragione dell’ubicazione delle ferite, della molteplicità, del mezzo utilizzato, delle concrete modalità della condotta, risultavano idonee a cagionare la morte”.

Silvana Cortignani


Francesco Massatani

L’avvocato di parte civile Francesco Massatani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 marzo, 2026

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