Omicidio di Caprarola – A sinistra la vittima Renzo Cristofori, a destra Ian Patrick Sardo
Caprarola – Si è chiuso ieri con la condanna a 23 anni di reclusione per omicidio volontario, con il riconoscimento delle attenuanti, il processo a Ian Patrick Sardo, il 33enne che la sera del 27 novembre 2024 in pieno centro a Caprarola ha ucciso a coltellate, una delle quali dritta al cuore, il vicino di casa 68enne Renzo Cristofori.
Sardo, che è stato assolto dall’accusa di rapina, dovrà inoltre versare alla madre 98enne Arcangela Ferri e alla sorella della vittima Gertrude Cristofori una provvisionale complessiva di 100mila euro, 50mila euro ciascuna, in vista del risarcimento da quantificare in sede civile.
Combattutissima fino all’ultimo la discussione del processo che ha visto da una parte il pm Massimiliano Siddi e l0avvocato di parte civle Andrea Marinelli e dall’altra i difensori Paolo Casini e Vania Bracaletti, che ieri hanno ribadito tutti le rispettive posizioni nel corso delle repliche. La camera di consiglio della corte d’assise presieduta dal giudice Francesco Oddi, a latere Jacopo Rocchi, è durata oltre tre ore e mezza. La sentenza poco dopo le ore 14 di ieri pomeriggio.
Il pm Massimiliano Siddi
La replica dell’accusa
“Ci sono elementi oggettivi, tecnici e narrativi”, ha sottolineato il pm Massimiliano Siddi nelle repliche, dicendosi stupito per la richiesta di assoluzione per non avere commesso il fatto della difesa e confermando come non ci siano dubbi sulla responsabilità di Sardo. Nessuna possibilità di errore sui tempi. Il delitto è stato commesso pochi minuti prima delle 21, seguito da tre telefonate, due al 112 e una, alle 21,06, del 118 ai primi soccorritori. Nessun terzo uomo di nazionalità marocchina sulla scena al momento del crimine. “C’era solo l’amico della vittima, che ha visto Sardo colpirlo. Si è poi allontanato per buttare il coltello ed è poi tornato dopo un quarto d’ora per dire ‘non ho coltelli'”. “Per depistare, alle 21,18 ha chiamato un’amica che lo ha liquidato in 20 secondi e alle 21,22 un conoscente che non gli ha risposto”. Le telecamere, invece, hanno documentato la discussione animata della mattina davanti alla panetteria, con Sardo che, presumibilmente al rifiuto di dargli soldi, ha avvertito con tono minaccioso Cristofori: “Tra venti minuti ti aspetto fuori casa”.
L’avvocato Paolo Casini, difensore con la collega Vania Bracaletti
La replica della difesa
Gli avvocati Vania Bracaletti e Paolo Casini hanno insistito, nel chiedere l’assoluzione per non avere commesso il fatto, sulla presenza di un terzo uomo sulla scena del crimine. È il marocchino che avrebbe poi aiutato i vicini a mettere Cristofori sulla panchina dopo averlo soccorso mentre era riverso a terra agonizzante. “Non è stato mai identificato e sentito, nonostante sarebbe stato un testimone importante. Di lui sappiamo che a un certo punto è corso via dicendo che doveva accompagnare la moglie”, hanno sottolineato i legali nella replica. “Unico testimone oculare l’amico con cui stava parlando che, sollecitato dal pm, è partito parlando di un pugno e ha concluso col coltello”. Secondo la difesa, pronta a ricorrere in appello, ci sono buchi nelle indagini.
Silvana Cortignani
– Uccise Renzo Cristofori a coltellate, Ian Patrick Sardo condannato a 23 anni di carcere
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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