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Tribunale - La vittima, parte civile, a caldo avrebbe detto: "“Mi hanno picchiato i buttafuori”

Rissa con pestaggio in discoteca, gli amici dell’imputato: “Lui non c’entra”

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Marco Valerio Mazzatosta

Marco Valerio Mazzatosta

Luca Ragonesi

Luca Ragonesi

Viterbo – (sil.co.) – È ripreso ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi il processo per lesioni aggravate a un giovane viterbese accusato del pestaggio di un avventore di una discoteca dei Cimini, che si è costituito parte civile ma che a caldo avrebbe detto: ““Mi hanno picchiato i buttafuori”.

Era la notte tra il 12 e il 13 febbraio 2022 quando in una nota discoteca della provincia sarebbe scoppiata una rissa in seguito alla quale un ragazzo è stato picchiato e poi soccorso all’esterno del locale da tre buttafuori che gli avrebbero prestato aiuto mentre era a terra sanguinante e mezzo svenuto. Sul posto il 118 e i carabinieri.

Ieri è stata la volta dei testimoni della difesa, ovvero quattro amici dell’imputato, anche lui presente in aula, con la scorta della penitenziaria in quanto detenuto a Mammagialla per altra causa.

Tutti hanno negato di averlo “mai visto coinvolto in una qualche rissa” e anche di aver “mai saputo che un giovane è stato vittima di un feroce pestaggio nel mese di febbraio di quattro anni fa”. 

Un quinto testimone, che non si è presentato, è stato multato con un’ammenda di 470 euro e per lui il giudice ha disposto l’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri alla prossima udienza, quando sono previsti anche l’esame imputato e la discussione. Il giovane è difeso dagli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta. In aula erano presenti anche la madre e la fidanzata, mentre non c’era la persona offesa.

Secondo una testimone, l’imputato il sabato successivo avrebbe chiesto scusa alla vittima tramite gli amici. Ma il teste in questione non avrebbe assistito al pestaggio. “Uno – ha riferito la donna – è venuto a dirci che era stato lui e che gli chiedeva scusa, spiegando di averlo colpito in seguito a un litigio”. La giovane ha quindi riconosciuto in aula il presunto “reo confesso”, indicando l’imputato.


– Rissa in discoteca, giovane a terra sanguinante fuori dal locale: “Mi hanno picchiato i buttafuori”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 marzo, 2026

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