Viterbo – Operazione Clean Garden, ovvero “giardino pulito”: è da considerare provvisorio il bilancio di due presunti spacciatori arrestati e altri quattro denunciati a piede libero. Tra loro la “lady pusher” con la borsetta della Pila. Lunedì il pm Paola Conti, titolare del fascicolo, ha chiesto una proroga delle indagini, il che potrebbe condurre a ulteriori sviluppi, nell’ambito della maxi inchiesta della squadra mobile su un presunto grosso traffico did roga e giro di spaccio nel capoluogo.
Viterbo – Operazione Clean Garden
L’inchiesta ha tratto origine dai due morti per overdose di eroina in due giorni del mese di novembre 2024 – per cui la stessa procura diede l’allarme, raccomandando la massima prudenza agli assuntori – che hanno condotto gli investigatori al sessantenne, ritenuto figura di riferimento nell’approvvigionamento e nella cessione dello stupefacente, anche durante il regime di arresti domiciliari cui nel frattempo lo stesso era sottoposto.
Con il sessantenne è finita in manette anche una 46enne nota alle cronache cittadine, in quanto arrestata il 10 marzo 2025 dalla polizia con 12 involucri di eroina nella borsa nel parco nei pressi della scuola della Pila, per un totale di circa 4 grammi di sostanza stupefacente. Sottoposta a obbligo di firma e a tre anni di Daspo, ha poi patteggiato una pena di sei mesi coi lavori di pubblica utilità. Adesso la donna, difesa dall’avvocato Remigio Sicilia, ha ottenuto i domiciliari nonostante la procura avesse chiesto per entrambi il carcere.
Lo scorso 28 aprile, la coppia è stata sottoposta a interrogatorio preventivo davanti al gip Rita Cialoni che, sciogliendo la riserva, ha accolto la richiesta di arresto della procura, disponendo le due misure di custodia cautelare. Gli arresti sono scattati lo scorso 26 maggio, contestualmente a 6 perquisizioni domiciliari, anche con l’ausilio di un’unità cinofila, al cui termine sono stati denunciati in stato di libertà altri quattro 4 cittadini italiani.
Viterbo – Operazione Clean Garden
L’operazione della squadra mobile di Viterbo si inserisce in una più ampia operazione a livello nazionale, per contrastare lo spaccio e il porto abusivo d’armi, sfociata a fine maggio nel sequestro di oltre 450 chili di droga e 1335 arresti tra cui 31 minorenni e 2358 denunce a piede libero tra cui 142 minori. Sono stati sequestrati complessivamente circa 450 chili di sostanze stupefacenti, suddivisi in 48 chili di cocaina, 379 chili di cannabinoidi e 7 chili di eroina, oltre a 111 armi da fuoco, anche a canna lunga tra cui un fucile d’assalto, diverse armi da guerra e un giubbotto antiproiettili nonché numeroso munizionamento.
Risale invece a gennaio 2025 l’atto finale dell’operazione Athena 2023, che si è conclusa con sette arresti, smantellando un presunto traffico di cocaina, che sarebbe stata progressivamente tagliata, aumentando il rischio di overdose per massimizzare i profitti. Le indagini hanno portato a 22 arresti nell’arco di due anni e svelato un traffico di oltre un chilo di stupefacenti al mese gestito anche dal carcere, portando al sequestro di due chili di cocaina, 440 grammi di marijuana, 70 grammi di hashish e diverse dosi di ketamina e anfetamina.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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