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Supermercati fuorilegge - I vertici del sodalizio avrebbero usufruito di manodopera a un costo sostanzialmente dimezzato - Senza pagare né oneri fiscali né oneri contributivi e previdenziali ai lavoratori

Frode per 7 milioni nella grande distribuzione, sequestrati anche 15 orologi e una Porsche

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Viterbo – (sil.co) – Frode fiscale per 7 milioni nella grande distribuzione, tra i beni di lusso sequestrati dalla guardia di finanza di Viterbo agli indagati anche una collezione di 15 orologi preziosi e una Porsche. A farne le spese, oltre all’erario, i lavoratori. In 36 ora rischiano il processo. A partire dai vertici dell’impero Timpani, padre e due figli.


Viterbo - Guardia di finanza a porta Faul

Viterbo – Guardia di finanza a porta Faul


È la maxinchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale in concorso della procura di Roma partita da un controllo della guardia di finanza di Viterbo in un supermercato di Civita Castellana, chiusa a fine giugno dal pubblico ministero capitolino Giancarlo Gallo con l’invio a ben 36 soggetti dei temuti 415 bis, che preludono la richiesta di rinvio a giudizio.

Tra loro l’imprenditore 71enne Rosario Timpani e i due figli Massimiliano e Manuel, di 49 e 40 anni, arrestati lo scorso agosto, oltre a un commercialista 66enne e un avvocato 60enne per i quali fu disposta l’interdizione per un anno dalla professione. Massimiliano e Rosario Timpani sono tuttora agli arresti domiciliari. Avviso di fine indagine anche per un 74enne di Montefiascone, Ercole Mattiussi, indagato a piede libero. Rischiano il processo anche cinque donne e un 61enne d’origine romena. 

L’accusa è di associazione per delinquere in concorso, finalizzata alla frode fiscale, per reati commessi a partire dal 2018.  Tra i livelli. Al primo i Timpani, in qualità di promotori, organizzatori e gestori, avvalendosi di soggetti economici privi di effettiva autonomia imprenditoriale con a capo rappresentanti legali che, di fatto, sarebbero dei meri prestanome. 



I vertici del sodalizio avrebbero usufruito di manodopera a un costo sostanzialmente dimezzato, dal momento che  le società fornitrici non avrebbero pagato né oneri fiscali né oneri contributivi e previdenziali ai lavoratori. Il meccanismo avrebbe inoltre permesso di frodare l’Iva, considerato che tra i gestori di supermercati e punti vendita di surgelati e le imprese che formalmente assumevano i lavoratori sono emerse rilevanti fatturazioni per operazioni inesistenti. Sistema che avrebbe garantito enormi guadagni illeciti. 

Al secondo livello, come partecipi, l’avvocato e il commercialista, che avrebbero messo a disposizione le proprie competenze anche allo scopo di far ottenere finanziamenti alle società. Al terzo livello, anche loro come partecipi, i sei presunti prestanome. 

Nell’ambito delle indagini, come detto, sono stati effettuati sequestri complessivi per oltre 7 milioni di euro, nei confronti di 21 soggetti economici e 22 persone fisiche, oltre al sequestro di i 13 compendi aziendali tra società immobiliari e supermercati operanti a Roma e provincia con nomina ed affidamento ad amministratore giudiziario, per garantire la continuità aziendale, oltre a 36 immobili, quote societarie e beni di lusso, tra cui i 15 orologi e la Porsche.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 luglio, 2026

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