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Maxinchiesta della finanza - Il ricorso ai "contratti di rete" avrebbe comportato l'illecita fornitura di manodopera - Ai lavoratori non sarebbero stati versati i contributi

Grande distribuzione, supermercati e negozi di surgelati “traditi” dalle intercettazioni

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Roma – (sil.co.) – Grande distribuzione, la maxinchiesta sfociata negli arresti domiciliari di tre imprenditori romani è scaturita da una verifica fiscale eseguita da militari della guardia di finanza di Viterbo nei confronti di una società a responsabilità limitata, relativamente a un supermercato di Civita Castellana. Nel mirino anche altri punti vendita e diversi negozi di surgelati. 


Viterbo - Guardia di finanza

Viterbo – Guardia di finanza


I primi controlli effettuati indagando sul punto vendita di Civita Castellana, in base a quanto emerso, avrebbero evidenziato significativi indizi circa la sussistenza di un sistema associativo dedito alla frode fiscale nella gestione di numerosi supermercati nonché di diversi negozi di surgelati. Gli indagati sarebbero peraltro stati incastrati anche dalle intercettazioni telefoniche, cui non avrebbero sospettato di essere sottoposti. 

Gli investigatori sono convinti di avere smantellato un articolato sistema associativo finalizzato ala frode fiscale. Un sodalizio diretto da Rosario Timpani e dai figli Massimiliano e Manuel, tutti e tre ai domiciliari. 

Il “trucco” sarebbe stato fare ricorso alla somministrazione illecita di manodopera, mascherata con fittizi appalti di servizi e/o collaborazioni tra imprese tramite “contratti di rete”. A farne le spese gli stessi lavoratori, cui non sarebbero stati versati i contributi previdenziali ed assistenziali.

Il sodalizio avrebbe omesso sistematicamente il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, evadendo le relative ritenute fiscali operate sui redditi corrisposti ai lavoratori e frodando l’Iva attraverso fatturazioni per operazioni soggettivamente inesistenti dalle società e/o cooperative nelle quali sarebbe stata formalmente inquadrata la forza lavoro,.

Con la conseguente annotazione di fatturazioni per operazioni soggettivamente inesistenti, poi confluite in dichiarazione da parte delle società del sodalizio che ricevono la manodopera. Nella quasi totalità dei casi, peraltro, le società utilizzate per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti avrebbero omesso la presentazione delle prescritte dichiarazioni o le avrebbero presentate con dati infedeli.

Il ricorso alle fittizie collaborazioni tra imprese, attraverso i cosiddetti “contratti di rete”, avrebbe comportato allo stesso modo l’illecita somministrazione di manodopera. Inoltre, in alcuni casi, a seguito dei controlli fiscali a carico delle società appartenenti al sodalizio, non veniva rinvenuta, in tutto o in parte, la contabilità delle società e/o cooperative interposte.


Articoli: Grande distribuzione, tra gli indagati un avvocato col pallino delle supercar – Maxinchiesta sul gruppo Timpani, tra le persone coinvolte anche un viterbese – Grande distribuzione, maxinchiesta sulla galassia Timpani: indagati il padre e due figli – Grande distribuzione: tre imprenditori ai domiciliari, sequestrati beni per oltre sette milioni di euro


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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18 agosto, 2025

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