Viterbo – (sil.co.) – Un omicidio e un suicidio in dieci giorni nel carcere di Mammagialla. Mentre proseguono le due inchieste parallele della procura, è stata eseguita ieri pomeriggio all’ospedale Santa Rosa di Viterbo l’autopsia sul corpo del 29enne marocchino Abdelkabir Talha. Disposti anche gli accertamenti tossicologici.
Il carcere Nicandro Izzo
Abdelkabir Talha è il detenuto che si è tolto la vita in cella la notte del rogo, scoppiato tra sabato e domenica, ed era tra i dieci indagati per la morte del connazionale 26enne Mohamed Chaanoun, Quest’ultimo è il detenuto ucciso lo scorso 16 luglio con un colpo di pugnale artigianale alla schiena al culmine di una violenta rissa durante l’ora d’aria.
Il medico legale Benedetta Baldari, nominata dalla pm Veronica Buonocore, depositerà in autunno le sue conclusioni. E lo stesso farò il professor Luigi Cipolloni che, al Verano, ha effettuato l’accertamento disposto dal pm Flavio Serracchiani sulla salma del detenuto 26enne. Entrambe le relazioni saranno decisive per il prosieguo delle indagini.
Talha si sarebbe impiccato in cella nel cuore della notte di domenica, in un’altra area della casa circondariale Nicandro Izzo, poche ore dopo l’incendio appiccato dai detenuti in rivolta della sezione precauzionale che, attorno alle 20 di sabato, hanno dato alle fiamme alcuni materassi, facendo espandere il rogo lungo i corridoi fino all’infermeria. Con un bilancio di 23 feriti tra carcerati e penitenziari intervenuti in loro soccorso. Nel frattempo, oltre al 29enne, anche un altro detenuto avrebbe tentato di togliersi la vita, prontamente salvato dagli agenti.
Prima che la situazione in carcere precipitasse, Abdelkabir Talha era in procinto di presentare istanza per i domiciliari, come rivelato dal difensore Monica Fortuna, che proprio in questi giorni avrebbe dovuto avere un colloquio col suo assistito. La legale si è detta incredula alla notizia del suicidio.
“Ci stavamo preparando a presentare istanza per chiedere gli arresti domiciliari, aveva ripreso a frequentare la palestra, non c’era alcun segnale che potesse far pensare all’intenzione di togliersi la vita, semmai il contrario”, ha detto la legale, parlando di un ragazzo “giovanissimo, pieno di vita e ottimista, che contava di lasciare al più presto la casa circondariale”. La pm Buonocore, assieme all’autopsia, ha disposto anche gli accertamenti tossicologici, per verificare se il 29enne fosse in stato di alterazione.
– Lunga scia di detenuti morti in carcere, sette suicidi e tre omicidi dal 2018
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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