Viterbo – (sil.co) – Stop ai divieti “automatico” sulla corrispondenza per il boss ergastolano Giovanni Di Giacomo, nato 72 anni fa a Palermo, detenuto a Mammagialla, dove stava scontando al 41 bis, da oltre trenta anni, il carcere a vita per due omicidi e per mafia.
Secondo la cassazione, non basta essere sottoposti al regime di carcere duro per subire, in maniera automatica e senza una motivazione specifica, la proroga del visto di censura sulla corrispondenza o il divieto assoluto di scrivere ad altri detenuti.
Lo ha stabilito lo scorso 14 maggio la prima sezione, che ha accolto il ricorso presentato dal difensore di Giovanni Di Giacomo, storico esponente di Cosa Nostra.
I giudici di legittimità hanno annullato con rinvio l’ordinanza del tribunale di sorveglianza di Roma, che aveva confermato la proroga di tre mesi del visto di controllo sulla posta e il blocco delle lettere verso altri reclusi al 41-bis.
La cassazione, richiamando anche la giurisprudenza della corte costituzionale, ha evidenziato diverse criticità nella decisione del tribunale di sorveglianza, a partire dalla mancanza di motivazione autonomamente elaborata, essendosi limitato a un richiamo generico al decreto ministeriale di proroga del 41 bis, senza spiegare concretamente le ragioni e le esigenze investigative o di sicurezza che giustificassero l’ulteriore stretta sulla corrispondenza.
La libertà di corrispondenza, tutelata dalla carta costituzionale, può essere infatti compressa solo tramite un provvedimento dell’autorità giudiziaria puntualmente motivato, evitando qualsiasi automatismo legato alla semplice appartenenza al regime speciale.
La suprema corte ha ribadito che lo strumento ordinario di controllo nel 41 bis è il visto di censura, ovvero la verifica lettera per lettera. Un divieto totale di spedire o ricevere posta con altri detenuti richiede però “motivazioni stringenti” che dimostrino perché il semplice controllo preventivo non sia sufficiente.
Il caso torna ora al tribunale di sorveglianza di Roma, che dovrà riesaminare la posizione di Di Giacomo uniformandosi ai principi stabiliti dalla cassazione.
Articoli: Pulsante di scarico del water guasto, no alla richiesta di sconto di pena del boss mafioso al 41 bis – Macchina da scrivere in cella, no al boss ergastolano che chiese il suicidio assistito – Boss mafioso chiede di uscire in permesso nel “giardino” del carcere…
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY