Vitorchiano – (sil.co.) – Una trappola scattata nel cuore della notte del 26 marzo 2023 per 20 euro di mancia, finita tra calci, pugni e vantate sui social. È quanto ricostruito dagli inquirenti anche grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza di piazza Umberto I, che hanno ripreso la dinamica del pestaggio ai danni di due turisti tedeschi a Vitorchiano.
È ripreso così il processo alla coppia di fidanzati viterbesi di 20 anni, imputati di rapina e lesioni in concorso davanti al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi. Il 16 novembre 2024 con rito abbreviato sono stati già condannati a 3 anni e 2 mesi di reclusione ciascuno dal gip Giacomo Autizi i due complici, un cuoco romano di 30 anni e uno studente ucraino di 20 anni.
I due turisti, in stato di alterazione alcolica e in cerca di un passaggio da Viterbo verso il loro b&b, avevano accettato la corsa a bordo della Citroën C2 su cui viaggiavano i quattro.
Una volta arrivati al distributore di benzina di Vitorchiano, dove sotto le telecamere è avvenuta la rapina, nonostante la consegna dei 20 euro pattuiti, il denaro è stato gettato a terra ed è scattata l’aggressione. L’imputata, secondo un militare sentito in udienza, non avrebbe avuto parte attiva, ma sarebbe stata solo a guardare.
Nel corso della fuga si è verificato anche un episodio singolare. Il gruppo è ripartito a forte velocità dimenticando a terra uno degli amici, che ha dovuto rincorrere l’auto prima di essere fatto risalire a bordo.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Norm e della stazione di Vitorchiano, hanno portato all’identificazione dei sospettati già nella notte dell’aggressione. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati gli abiti usati durante il fatto e i telefoni cellulari: dall’analisi dei dispositivi sono emersi messaggi e conversazioni in cui gli indagati si compiacevano con terzi di quanto commesso.
Vitorchiano – I banditi ripresi dalla videosorveglianza durante la rapina
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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