Bagnoregio e Bolsena – “Abbiamo puntato soprattutto sul ruolo delle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere circa 10mila studenti”. Luca Profili, sindaco di Bagnoregio, parte dai ragazzi per spiegare il progetto, presentato insieme a Bolsena, che ha conquistato il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. L’arte entrerà nelle aule attraverso un laboratorio itinerante e gli studenti andranno a incontrarla nei due comuni e lungo i percorsi che li collegano.
A valutare le candidature è stata una giuria presieduta da Lorenza Baroncelli, direttrice di Maxxi Architettura, e composta da quattro esperti indipendenti: Glauco Cavaciuti, Sofia Gnoli, Renata Cristina Mazzantini e Vincenzo Santoro. La scelta di Civita di Bagnoregio e Bolsena è stata unanime.
Bolsena e Bagnoregio – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 – Al centro Andrea Di Sorte, il ministro della cultura Alessandro Giuli e Luca Profili
“Vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti per comprendere il linguaggio dell’arte contemporanea”, spiega il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte. È il doppio movimento raccontato dal titolo “Arte che viene, arte che va”. Portare le esperienze artistiche nei luoghi della vita quotidiana e avvicinare scuole, cittadini e visitatori alle opere. Un lavoro educativo pensato per continuare oltre l’anno del riconoscimento.
Lo strumento principale sarà il Baleno, un mezzo elettrico allestito come laboratorio d’arte mobile. Secondo il progetto, l’allestimento artistico sarà firmato da Tobias Rehberger e il metodo educativo curato dalla Fondazione Reggio Children, che formerà un gruppo di educatori del territorio. Sono previste cento uscite nelle scuole del Lazio e visite delle classi a Civita e Bolsena, con pacchetti finanziati per azzerare i costi delle famiglie. Al termine dell’anno il mezzo resterà di proprietà dei comuni e continuerà a operare.
Sindaco Profili, perché avete scelto di partire dalle scuole?
Profili: “Abbiamo puntato soprattutto sul loro ruolo. Il nostro progetto ha l’obiettivo di coinvolgere circa 10mila studenti. Siamo partiti anche dall’esperienza dell’istituto omnicomprensivo: il dirigente scolastico, che abbiamo portato all’audizione, è lo stesso di Bagnoregio e Bolsena. L’idea è coinvolgere fin dall’inizio questi ragazzi, insieme a grandi artisti di fama mondiale che realizzeranno opere destinate a rimanere sul territorio”.
Sindaco Di Sorte, come porterete concretamente l’arte nelle aule?
Di Sorte: “Con un bus elettrico porteremo l’arte contemporanea nelle scuole della provincia di Viterbo. È l’obiettivo che ci siamo posti, perché riteniamo che questo linguaggio abbia bisogno di essere compreso fin dalla giovane età. È un linguaggio che va ragionato, studiato e capito. Coinvolgeremo le scuole elementari, medie e superiori, partendo proprio dai piccoli per far comprendere loro l’importanza dell’arte e della cultura e dare gli strumenti per interpretarle”.
Bolsena e Bagnoregio – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 -Andrea Di Sorte e Luca Profili
È questo l’aspetto che, secondo lei, ha convinto la giuria?
Di Sorte: “Secondo me sì. La cosa più importante che abbiamo sviluppato è l’aspetto educativo e formativo nelle scuole. È un progetto che arriva nel cuore della società e si rivolge a tutti. L’obiettivo che ci siamo posti è raggiungere 10mila studenti. Ma non c’è soltanto questo: puntiamo anche a realizzare opere di artisti di livello internazionale che possano essere esposte e soprattutto rimanere a Bolsena e Bagnoregio. Sono questi i due aspetti principali”.
Quali artisti saranno coinvolti e che cosa resterà sul territorio?
Profili: “Avremo con noi Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni e Nico Vascellari. Artisti di fama mondiale che realizzeranno opere permanenti. Il progetto prevede anche la rigenerazione di alcuni spazi in entrambi i comuni. Per Bagnoregio penso all’area dell’ex cantina e al palazzo dell’Enal, che saranno protagonisti anche dell’arte contemporanea. C’è un mix di rigenerazione e attività artistiche, al quale si aggiunge la parte importante dei cammini”.
Perché avete deciso di affrontare insieme anche questa candidatura?
Di Sorte: “Bolsena e Bagnoregio hanno deciso da tempo di stare insieme su tanti fronti. Siamo nello stesso istituto scolastico: abbiamo scelto di esserci, perché prima eravamo separati. Ragioniamo turisticamente come fossimo la stessa città e lavoriamo insieme su progetti naturalistici, paesaggistici e sui lavori pubblici. Cerchiamo di creare le condizioni perché questo territorio venga considerato nel suo insieme”.
Profili: “Sulla base dell’esperienza della candidatura a capitale della cultura 2025 ci siamo detti che era giusto allargare. Con Bolsena abbiamo un rapporto che viene da tanti anni, sintonia amministrativa e visioni comuni. Abbiamo voluto superare i campanili e anche le divergenze politiche, andare sul concreto e presentare qualcosa di importante che partisse dalla scuola. Volevamo dare un segnale alla Tuscia e far scattare quella scintilla che può portare anche altri comuni a costruire qualcosa insieme”.
Sabato 17 ottobre inaugurerete il percorso ciclopedonale tra Bolsena e Civita Tuscia Route 01. Come si inserisce nel progetto?
Di Sorte: “Collega il porto di Bolsena al ponte di Civita di Bagnoregio. È un percorso sostenibile, interessato anche dal programma della capitale dell’arte contemporanea. Turisti, cittadini e visitatori potranno partire da Bolsena e raggiungere Civita in bicicletta, attraverso colline e sentieri. È un’altra testimonianza di come queste due città ragionino insieme da tempo”.
Profili: “È stato finanziato dal ministero del turismo e passa attraverso il bosco di Turona, collegandosi anche alla via Francigena. Lungo questo tracciato ci saranno delle opere d’arte. Il percorso di Tuscia Route 01 si sviluppa per 15 chilometri e sarà accompagnato in particolare dalle installazioni di Nico Vascellari. Complessivamente il progetto prevede almeno 35 opere permanenti di proprietà pubblica, oltre al laboratorio mobile, a quattro spazi rigenerati e alle reti di collaborazione costruite tra istituzioni, luoghi d’arte e realtà formative”.
Il piano economico del progetto è di 2,43 milioni di euro, compreso il milione del ministero. Come saranno utilizzate le risorse?
Profili: “Una parte sarà destinata alle installazioni degli artisti, il resto alle attività previste dal dossier, quindi anche eventi e laboratori. Presenteremo presto il progetto nel dettaglio in una conferenza a Viterbo, insieme alla società che ha lavorato con noi alla stesura del dossier”.
Di Sorte: “Al milione del ministero si aggiunge il nostro cofinanziamento, per diverse centinaia di migliaia di euro. Adesso comincia anche tutta la parte della raccolta fondi: cercheremo tante collaborazioni”.
Sindaco Di Sorte, lei lega il lavoro sui giovani anche alla possibilità di contrastare lo spopolamento. In che modo?
Di Sorte: “Abbiamo cominciato l’audizione da una preoccupazione: che tra cinquant’anni questo territorio possa impoverirsi socialmente, perdere popolazione, e che alcuni campanili possano scomparire. Per questo abbiamo messo da parte il campanilismo e unito anzi i campanili. Un territorio vivace, moderno, che funziona, può dare una spinta al ritorno delle persone. Vogliamo che i nostri ragazzi possano dire: qui possiamo ancora vivere. Che quelli andati fuori pensino: tutto sommato possiamo tornare. E che chi vive nelle grandi città consideri la possibilità di venire a vivere a Bolsena e Bagnoregio”.
Bolsena e Bagnoregio – Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 -Andrea Di Sorte e Luca Profili
Vi siete confrontati con città importanti. Che cosa ha fatto la differenza?
Di Sorte: “Padova, Pozzuoli, Capri: già i nomi, tra virgolette, fanno paura. C’erano città con un blasone importante e progetti fatti bene. Sembrava una sfida quasi impossibile, però ci abbiamo creduto. Secondo me la differenza l’abbiamo fatta durante l’audizione di giovedì al ministero: la nostra esposizione ha emozionato e fatto capire quanto le due realtà credano in questo progetto. La giuria si è espressa all’unanimità”.
Profili: “In questi anni ci siamo confrontati spesso con realtà importanti. Questo ci ha dato la forza e la consapevolezza per ambire, un passo alla volta, anche a riconoscimenti come questo. Qualche sconfitta l’abbiamo subita, ma non ci siamo demoralizzati”.
Che cosa vi resta della giornata della proclamazione?
Profili: “Una grande emozione. La sensazione di aver raggiunto un traguardo che fino a qualche anno fa sembrava inimmaginabile. L’idea era far fare un passo avanti alla Tuscia, dare una scossa a tutti. Abbiamo partecipato in due comuni anche per questo”.
Di Sorte: “Giuli ci ha dato una pacca sulla spalla. L’ho visto emozionato nel pronunciare i nomi di Bagnoregio e Bolsena. È una mia impressione, ma credo fosse felice di consegnare alle nostre città le chiavi dell’arte contemporanea italiana per il 2028”.
Sindaco Profili, che cosa rappresenta questo risultato nel percorso di Bagnoregio?
Profili: “A livello personale è il coronamento di una visione iniziata con Francesco Bigiotti. A volte ci hanno presi anche per pazzi, ma la crescita di questi anni, anche turistica, ci ha consentito di pensare in grande e avere un’ambizione diversa. Credevamo di essere maturi per fare un passo in più. È importante soprattutto per la qualità dell’offerta alle persone che arriveranno”.
Civita è conosciuta in tutto il mondo. Come si spiega questo successo?
Profili: “Dico sempre che siamo molto più fortunati che bravi. Quando hai un tesoro del genere tra le mani devi cercare di fare meno danni possibili e avere il coraggio di compiere scelte che a volte possono sembrare folli. Il confronto con altre realtà e l’interesse che abbiamo trovato anche fuori dall’Italia ci hanno dato consapevolezza. Questo riconoscimento è un po’ il coronamento degli ultimi quindici anni di lavoro, partito da Bigiotti”.
A chi dedicate questa vittoria?
Di Sorte: “A tutti i cittadini della provincia di Viterbo. Devono gioire, perché non è la vittoria di Bolsena o di Bagnoregio: è la vittoria della Tuscia, è di tutti noi. È una giornata importante per tutti gli abitanti, da Calcata a Proceno e da Graffignano a Tarquinia”.
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