– Lago, stelle, buona cucina e solidarietà. Ingredienti speciali per una cena speciale. Come quella di sabato al ristorante Fiorò, per dare vita al progetto dell’associazione Karibuni: la fattoria di Karen. Un fazzoletto di cinque acri di terra che manterrà l’intera comunità di Gis, in Kenya, e gli 80 piccoli alunni della scuola adiacente.
Per ora c’è solo un immenso campo. Ma a breve, nel terreno destinato alla fattoria, sarà sistemato un pollaio con almeno 500 galline e piantate angurie, banane, papaya, casuarine e manghi.
Il progetto è stato ideato e reso possibile dall’associazione Karibuni. Ma anche dall’impegno di Roberto Lilli e Sheila Santopietro, marito e moglie, titolari del centro unisex modacapelli Arthe di Ronciglione. I primi a mobilitarsi per coinvolgere la Tuscia e raccogliere fondi.
Proprio a questo scopo hanno organizzato la cena-lotteria-spettacolo di sabato.
La location era la stessa dell’anno scorso: il ristorante Fiorò, sul lago di Vico, che a luglio 2010 ospitò “Anche una goccia è vita”, per finanziare i lavori all’orfanotrofio Watamu. Un evento che ebbe successo, ma mai come quello di quest’anno: 350 i partecipanti alla cena, a fronte delle 240 presenze del 2010.
Tra loro, anche i sindaci di Ronciglione e Sutri, Massimo Sangiorgi e Guido Cianti, il presidente dell’associazione Karibuni Gianfranco Ranieri e l’ambasciatrice del Kenya in Italia Josephine W. Gaita. E, ovviamente, Roberto, Sheila e la loro bimba Karen, di appena due mesi, cui è intitolato il progetto della fattoria.
Una cena sotto le stelle e in riva al lago, interamente a base di pesce, con performance di musica e danza africana, spettacolo di Pippo Franco e proiezione di slides con le ultime iniziative di Karibuni. Una fabbrica di idee, capace di trasformare i sogni in realtà grazie all’instancabile lavoro di volontari, diversi per età, provenienza, esperienza, ma tutti accomunati dal “mal d’Africa”. “La più straordinaria malattia che possa mai colpire un uomo”, l’ha definita Ranieri, salendo sul palco per illustrare alcuni dei progetti della onlus.
Tra i tanti, il microcredito: un prestito di 200 euro, stanziato dai soci sostenitori di Karibuni per le famiglie che vogliono avviare un’attività in Kenya, dalla vendita di pesce secco alla bancarella di frutta. I 200 euro vengono rimborsati entro un anno da chi li riceve, per poi reinvestirli nel finanziamento di nuove attività.
Una catena che mette in moto l’economia, innescata da Karibuni, ma che va avanti da sola, a mano a mano che il capitale iniziale viene rimborsato. E in questo, le famiglie kenyote sono puntualissime: “Il 98% dei nuclei familiari – assicura Ranieri – restituisce i 200 euro entro l’anno”.
Roberto, Sheila e un’intera colonia di ronciglionesi partiranno a novembre per Malindi, per il prossimo progetto: la scuola dei mestieri.
Roberto e altri hair stylist della Tuscia insegneranno alle ragazze kenyote il mestiere di parrucchiere; in cambio, impareranno da loro come fare le splendide treccine africane.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY