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Civita Castellana - La caldaia si surriscaldò senza azionare il dispositivo di sicurezza - Sette anni e mezzo non sono bastati per la sentenza

Sorelle uccise dal monossido di carbonio, tutto prescritto

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Una panoramica di Civita Castellana

Civita Castellana

Civita Castellana – Uccise da esalazioni di monossido di carbonio.

Sono morte così due anziane sorelle di Civita Castellana. Era il 2006.

Il processo per omicidio colposo si è concluso come molti processi al tribunale di Viterbo: chiuso per prescrizione.

I due imputati, tecnico della caldaia e collaudatore, sono stati prosciolti perché dai fatti è trascorso troppo tempo. 

Sul termine prescrizionale era stato scontro tra difese e parti civili. Mentre l’avvocato dei nipoti delle due donne, Franco Laugeni, sosteneva il raddoppio della prescrizione (da sette anni e mezzo a quindici), per le difese valeva il termine normale: da sette anni e mezzo si passa a quindici in caso di doppio omicidio colposo per incidenti stradali o sul lavoro. E non era questo il caso.

La fuoriuscita del monossido di carbonio sarebbe dipesa da un errore nella modifica della caldaia. L’impianto si è surriscaldato e il dispositivo di sicurezza non è partito. Dal processo sarebbe emerso un concorso di colpa dei due imputati per l’errore tecnico nell’installazione. Ma in sette anni e mezzo non si è riusciti a pronunciare una sentenza nel merito.


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17 ottobre, 2014

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