Viterbo – “I presidenti di commissione dovrebbero iniziare a far amministrazione invece che polemica”.
Bus fatiscenti e passeggeri appiedati: Francigena viaggia col freno tirato e la consigliera Chiara Frontini (Viterbo 2020) chiede la convocazione urgente della quinta commissione, a maggior ragione, dopo le dichiarazioni di Urbani, autista e sindacalista della partecipata.
Ma la presidente Martina Minchella (Pd) non sembra molto convinta. Anzi.
La risposta è stata piuttosto secca. “A una mia richiesta precisa e circostanziata – continua Frontini – peraltro sostenuta dalla quasi totalità delle sigle sindacali, che hanno dato la loro disponibilità a essere ascoltate, negare la convocazione di una commissione è fatto grave.
Soprattutto quando parliamo di un servizio pubblico essenziale come il trasporto locale.
A leggere quanto dichiarato alla stampa da uno dei rappresentanti sindacali, non mi sembra che i guasti siano così occasionali, come sostiene l’amministratore Curcio.
Forse se gli autisti fossero tenuti un po’ più in considerazione, sia dalla società che dal Comune, ci si renderebbe conto della situazione reale, invece di affermare che il fenomeno di rotture in linea è evento occasionale e non prevedibile”.
Curcio è l’amministratore della società comunale. Ha risposto alla consigliera Frontini.
“Abbiamo ricevuto una sommaria risposta, in cui l’amministratore conferma ulteriormente i nostri dubbi. Intanto sul trasferimento della sede legale: sentirsi dire, da consigliere comunale i cui compiti sono anche di controllo sulla trasparenza e la correttezza degli atti, che la sede legale viene spostata dal comune a via San Biele perché almeno gli atti e le scritture contabili possono essere detenute in Via San Biele, fa rabbrividire.
La società è comunale e gli atti devono stare in comune. Chissà quanto tempo ci vorrà a fare un accesso agli atti. Così si riduce la possibilità di controllo da parte dei consiglieri e dei cittadini”.
Tuttavia, non se ne discute. Non ancora. “Se il problema delle commissioni sono i costi – continua Frontini – i consiglieri potrebbero decidere di tagliarsi il gettone di presenza o darlo in beneficienza, creando un fondo dedicato, proprio come abbiamo fatto noi.
Eliminiamo questo alibi dal tavolo: il costo è un pretesto per mettere il bavaglio a chi vuole approfondire certi temi.
C’è una nostra proposta all’ordine del giorno del consiglio Comunale: taglio del trenta per cento e introduzione indice di produttività, la votassero”.
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