Viterbo – Sulla graticola per anni, sospettato di aver violentato la nipotina acquisita. Ma l’incubo potrebbe finire presto per un sessantenne romano, funzionario di banca.
Per l’uomo, la procura di Viterbo ha chiesto l’archiviazione: il pm Fabrizio Tucci non intende portare avanti la sua posizione, dopo l’incidente probatorio sulla ragazzina, oggi 17enne. Ne aveva 13 quando partì la denuncia: sotto indagine per violenza sessuale finisce il bancario, padre del compagno della mamma della ragazzina, nata da una precedente relazione della donna. E’ il 2011. La cornice è un paese della provincia.
Si parla di ripetuti palpeggiamenti. L’indagine fa il suo corso fino all’incidente probatorio: una specie di ‘anticipazione’ del processo per raccogliere prove fin da subito, a carico o a discarico dell’indagato.
In questo caso, gli accertamenti hanno dato ragione al sessantenne. La 17enne, ascoltata dalla psicologa Laura Ballarè, avrebbe riferito che era stata costretta ad accusare il nonno di abusi sessuali. Il perito, chiamato a esprimersi sulla sua capacità di testimoniare, ha concluso che la ragazza ne è assolutamente in grado ed è attendibile. Anche quando dice di essere stata indotta dalla madre a fare certe rivelazioni.
“Nei confronti della madre si sta procedendo per calunnia – spiega l’avvocato del sessantenne, Fabio D’Amato -. A noi, per ora, è stata notificata la richiesta di archiviazione del pm. La consulenza sulla ragazza, del resto, è stata determinante per sgomberare il campo da ogni dubbio, sull’innocenza del mio assistito”.
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